- 26/05/2026 08:00
Connettività aereaall’interno dell’Uein piena stagnazione
“Non sorprende che la connettività aerea dell'Unione Europea sia praticamente stagnante nel 2025. L'onere normativo è gravoso, i costi elevati e le ben documentate questioni di competitività dell'UE non sono state affrontate seriamente. Le tutele dei consumatori ne sono un esempio. I difetti dell'attuale regolamento sono noti, ma i tentativi di correggerli sembrano destinati a peggiorarli”.
Se non si tratta di stagnazione, la questione dei collegamenti aerei intraeuropei rappresenta un quadro in controtendenza rispetto al trasporto aereo generale, secondo il senior vice president external relations della Iata Thomas Reynart. Una piccola crescita quella del 2025, pari all’1%, frutto della cancellazione di un grande numero di rotte rispetto all’anno precedente, con quasi la metà delle new entry che altro non sono che il ripristino di vecchie rotte.
“I difetti dell'attuale regolamento sono noti, ma i tentativi di correggerli sembrano destinati a peggiorarli. Queste sono le frustrazioni che rendono più difficile per le compagnie aeree aumentare la connettività su cui l'Europa dipende per alimentare posti di lavoro e crescita economica”, aggiunge Reynart.
Gli occhi sono ora puntati sulla riforma del regolamento UE 261 sui diritti dei passeggeri. “Una cosa semplice come ridurre il costo dell'EU261 – conclude il manager - renderebbe l'economia di molte rotte marginali più gestibile per le compagnie aeree e rilancerebbe la crescita della connettività aerea a beneficio dei cittadini europei. Le istituzioni devono agire senza ritardi”.