- 03/08/2026 08:00
Di Palma, il ritrattodi chi ha guidatol’aviazione italiana
“Siamo un Paese guida in tema di trasporto aereo, con una visione che ci ha permesso di scavallare il secondo millennio, guardando con fiducia e non preoccupazione alle novità”. A parlare è Pierluigi di Palma, presidente Enac, ormai ex, visto che ha chiuso ufficialmente il suo mandato lo scorso 30 giugno, ma è ora in proroga fino al 15 agosto, in attesa che venga nominato il suo successore. Una transizione non facile, visto che la politica nazionale non ha ancora trovato un accordo su un nome e il commissariamento potrebbe essere dietro l’angolo.
Chi è Pierluigi Di Palma
Un passaggio reso ancora più complesso, proprio da chi lascia il testimone. 70 anni, laurea in giurisprudenza, procuratore dello Stato, consigliere del ministero dei trasporti, vice segretario al ministero della difesa, quelle che Di Palma ha collezionato sono cariche pesanti in un curriculum. “Quando venni nominato direttore generale Enac nel 1998, e sentirono che ero avvocato, pensarono subito di espellermi. Questa volta, invece, da presidente sono stato accolto bene, perché hanno potuto vedere che la mia idea visionaria poteva essere un contributo al trasporto aereo, come poi è stato”, ha aggiunto sorridendo.
Testardo e determinato, Di Palma ha preso in mano l’aviazione civile italiana nel suo momento più difficile, il Covid, lavorando con pragmatismo e una visione di cambiamento che avesse sempre al centro i passeggeri. “Penso che il mio mandato si sia caratterizzato per aver riportato il nostro Paese da zero a 230 milioni di viaggiatori, in un percorso dove c’è stata tanta attenzione alla qualità dei servizi, facendo degli aeroporti il perno centrale che riesce ad attrarre traffico e soprattutto tutelando dei diritti dei passeggeri”, ha precisato.
L’eredità del mandato Enac
Si ricorderanno le battaglie per far ripartire il settore, per inserire l’aviazione nel Pnrr, ma anche attenzione ai passeggeri a ridotta mobilità o la possibilità di portare i cani a bordo degli aerei.
Il suo mandato è stato un mix di realismo e fantasia. “Sembra una gestione facile, il trasporto aereo, ma garantire la sicurezza significa fare prevenzione, ovvero dire anche tanti no. Quando è servito li abbiamo detti con forza, facendo dell’Enac un esempio per il mondo”. Ora il suo mandato è scaduto e pensando al futuro ha concluso “sono legato a Kirkegaard. Se il problema è passare, bisogna capire l’incrocio che c’è. Non faccio mai progetti”.