• 15/07/2026 08:40

EES, si apre lo scontro:i Governi chiedono lo stop

È ormai scontro aperto sull’EES nel Vecchio Continente. La Gran Bretagna si aggiunge al gruppo di Paesi che chiedono la sospensione del nuovo Entry/Exit System o l’allentamento dei controlli alle frontiere europee per contenere i ritardi nei porti e negli aeroporti, ma Bruxelles continua a tirare dritto.

Già nelle scorse settimane ben 9 Paesi membri, tra cui l’Italia, avevano infatti scritto, insieme a molte compagnie aeree e ai gestori dei principali aeroporti europei, per chiedere di rivedere le modalità previste dal nuovo sistema.

Il Commissario europeo per gli Affari interni e la Migrazione, Magnus Brunner, lo aveva però difeso, affermando che “funziona bene” e che molti ritardi derivano dalla carenza di personale e da infrastrutture aeroportuali inadeguate, piuttosto che dal sistema EES stesso.

Scali in tilt in Uk

Da ieri, però, anche la Gran Bretagna si aggiunge al coro delle critiche, dopo le code di 4 ore registrate a Londra per i cittadini in partenza col treno attraverso l’Eurotunnel, o al porto di Dover con il traghetto per Calais. La ministra dei trasporti anglosassone, Heidi Alexander, ha annunciato lo stanziamento di ulteriori 20 milioni di sterline per l’acquisto di nuovi scanner, ma ha chiesto alla Ue un supporto di personale.

L’allarme del Wttc

A spaventare tutti è infatti il prossimo picco di vacanzieri previsto tra fine luglio e agosto. Secondo il World Travel and Tourism Council, i ritardi potrebbero mettere a rischio 41 milioni di arrivi e 45,4 miliardi di dollari di spesa turistica. “Il sistema può gestire al massimo tra il 30% e il 50% dei flussi di passeggeri. Nelle condizioni attuali non è possibile sostenere i carichi di lavoro richiesti”, ha dichiarato a Il sole 24 ore, Stefano Paoloni, segretario generale del Sap, il Sindacato autonomo di polizia.

La situazione in Italia

In Italia gli aeroporti in maggiore difficoltà sono Fiumicino, Malpensa, Verona e Pisa. Ma la Commissione europea continua a difendere il nuovo sistema, e risponde con i primi risultati ottenuti. Dall’avvio graduale del sistema nell’ottobre 2025, sono stati controllati circa 110 milioni di viaggiatori e l’EES ha impedito l’ingresso a quasi 44.000 persone: oltre16 mila perché non avevano una giustificazione sufficiente per il viaggio, 15mila perché avrebbero superato il periodo di permanenza consentito nell’area Schengen e oltre 400 persone per aver tentato di entrare con documenti falsi.

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