• 03/04/2026 08:30

Una questione di carburanteVettori, la primavera ‘calda’

Nessun allarmismo per ora. Ma sicuramente una fase di monitoraggio attento su quanto sta accadendo a livello internazionale per studiare le mosse necessarie per parare i colpi nel caso la crisi dovesse durare più di quanto preventivato. Del resto la lezione del Covid ha insegnato alle compagnie aeree a vivere sull’onda della flessibilità per essere pronti a modificare in ogni momento i programmi in base all’evolversi degli eventi.

Il mondo del trasporto aereo resta alla finestra in questa fase convulsa, ma negli headquarter delle compagnie c’è un lavoro frenetico per studiare piani B o anche C per il prossimo futuro. Quello che preoccupa ora non sono più i cieli chiusi in alcune aree del pianeta o il prezzo del petrolio che continua nella sua altalena intorno ai 100 dollari, ma un nuovo rischio che, con il passare dei giorni, potrebbe diventare sempre più concreto: la carenza di carburante.

Lo Stretto di Hormuz

Il nodo attuale è l’ormai noto Stretto di Hormuz, da cui passa una buona parte del petrolio mondiale e da cui dipende, soprattutto, poco meno della metà del fabbisogno di cherosene dei vettori del Vecchio Continente. Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, al momento solo una petroliera sarebbe in arrivo dall’area, poi il nulla fino a tempo indeterminato, mentre sul fronte del Golfo la tensione non accenna a diminuire. Secondo gli esperti del settore, la situazione sarebbe aggravata da uno spostamento verso Est delle alternative, mentre da parte loro gli States non sembrano intenzionati a fornire supporto.

Le prime mosse

Nel panorama delle compagnie europee si iniziano a vedere i primi movimenti di cautela, fatti di riduzione temporanea dell’offerta con tagli di frequenze e rotte meno profittevoli, vedi il caso di Volotea, oppure la messa a punto di piani alternativi in base agli sviluppi, come ha fatto Lufthansa, che ha creato tre scenari. Le ipotesi più probabili nell’immediato parlano di messa a terra di un numero sensibile di aerei per preservare le rotte più importanti, ma è chiaro che tutto dipende dal conflitto in corso. Aprile sarà un mese decisivo, ma sicuramente i rischi di un prolungamento dell’austerity restno alti. Con la stagione estiva alle porte.

Condividi questo articolo