• 10/09/2026 08:15

Ue: mani libere ai Comuniper limitare gli affitti brevi

L’unico requisito è quello di essere una zona “ad alto stress”: a questo punto, le autorità locali potranno imporre limitazioni agli affitti brevi, nella forma che preferiscono. La bozza di regolamento europeo sulla casa, che prevede anche norme sugli affitti turistici, presentata ieri a Bruxelles, lascia di fatto carta bianca a Regioni e Comuni per regolamentare il fenomeno.

Come riporta ilsole24ore.com, l’unica norma fissata è quella per determinare le aree sotto stress: un rapporto di otto tra redditi e prezzi medi di compravendita, oltre a parametri storici (la crescita di questo rapporto in 10 anni) e stime sul futuro (la possibilità che la tendenza di aumento del rapporto si interrompa nei tre anni successivi). Ma con un ulteriore dettaglio: se il rapporto tra redditi e prezzi medi di compravendita supera 10, basta questo unico parametro per lasciare le autorità libere di imporre limitazioni.

Le limitazioni

Ma il dettaglio che cattura maggiormente l’attenzione è il fatto che non vengano date indicazioni specifiche sulle limitazioni. In altre parole, viene data carta bianca: i limiti potranno riguardare sia l’apertura delle nuove attività di locazione sia il numero di attività. O ancora un massimo di notti vendibili ogni anno. O addirittura limitare l’uso o l’acquisto di immobili in locazione breve.

In ogni caso, il testo raggiunge il suo scopo: dare una cornice normativa certa per le limitazioni agli affitti brevi nel mercato unico europeo. Attualmente questo tipo di norme è oggetto di contestazioni, sia in Italia (il caso della legge regionale della Toscana) sia all’estero (il caso di Parigi).

La bozza interviene proprio su questo aspetto: stabilire quando, per un Comune o una Regione, è lecito imporre limitazioni agli affitti brevi.

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