- 15/07/2026 08:30
Francesi alle prese con i conti: cala drasticamente il numero di vacanzieri
Meno persone in vacanza, viaggi più brevi e maggiore tendenza a restare nel proprio Paese. Sono i tratti salienti della fotografia del mercato francese tracciata da Didier Arino, direttore di Protourisme, che si basa sui risultati di un sondaggio effettuato dalla stessa organizzazione.
“Stiamo assistendo a un incredibile effetto yo-yo - dice in un’intervista a l’Écho touristique -. All'inizio dell'anno, un milione di francesi in meno rispetto all'anno prima aveva in programma di andare in vacanza, di cui 400.000 per l'estate. Con la guerra in Medio Oriente questo calo è salito a due milioni, ma ora stiamo assistendo a una ripresa: abbiamo guadagnato quasi 500mila persone che affermano di voler partire nei mesi estivi, principalmente perché stanchi delle città soffocanti. Allo stesso tempo, tuttavia, proprio a causa delle ondate di calore molti francesi stanno pensando di cancellare i viaggi. Stiamo assistendo a queste continue fluttuazioni”.
Regna l’incertezza
Provando a fare un conteggio, i vacanzieri in meno rispetto all’anno scorso potrebbero oscillare tra i 250 e i 400mila. “C'è molta esitazione nel prenotare le vacanze - conferma Arino -. E a questa tendenza dobbiamo aggiungere una diminuzione della durata media del soggiorno, che porta automaticamente a una diminuzione dei pernottamenti. Anche il tempo della vacanza cambia. Stiamo, infatti, diventando sempre meno dipendenti dal periodo luglio-agosto, dato che più della metà dei turisti francesi ha più di 50 anni”.
A gennaio il 30% di coloro che avevano programmato un viaggio per quest'estate intendeva andare all'estero, ma oggi questa percentuale si aggira intorno al 24%, a tutto vantaggio delle destinazioni turistiche francesi come la costa settentrionale del Paese, dal confine belga alla regione della Vandea, che è la più richiesta.
La spesa media si aggirerà sui 1.850 euro a famiglia per le vacanze in Francia e circa 3.300 euro per le vacanze all'estero: cifre in calo in entrambi i casi, a causa della riduzione della durata dei soggiorni, della limitazione del potere d'acquisto e di una maggiore propensione per opzioni di fascia bassa e media.
Direttamente collegata alle ondate di calore c’è questa nuova tendenza sottolineata da Arino, l’esigenza di avere l’aria condizionata. “Questo - sottolinea - è diventato un fattore decisivo nella scelta dell’alloggio. Siamo passati dall’11% al 25% dei vacanzieri che la considerano assolutamente essenziale. Se aggiungiamo coloro che la considerano “importante”, arriviamo al 60%. È la prima volta che vedo cifre del genere. L'aria condizionata ora ha addirittura la precedenza sulla ricerca di un'esperienza unica o originale”.