- 03/09/2026 08:00
Ondate di calore:gli effettisul turismo europeo
A metà agosto il New Yorker si chiedeva se questo supercaldo del 2026 sarebbe stato ricordato come la “fine delle vacanze estive in Europa”. Un articolo che segna chiaramente un cambio di percezione della destinazione Europa. A confermare il trend è arrivata una nuova analisi di The Data Appeal Company/Almaviva Group, secondo la quale le ripetute e precoci ondate di calore stanno iniziando a influenzare il modo in cui i viaggiatori percepiscono le condizioni climatiche estive nell'Europa meridionale.
Dopo un'estate caratterizzata da diverse ondate di calore e temperature superiori ai 40 gradi, soprattutto in città turisticamente affollate, l'analisi indica che le destinazioni mediterranee (nello specifico sono prese in considerazione Spagna, Portogallo, Francia, Italia, Grecia) nel complesso continuano a essere associate a un clima estivo favorevole. Tuttavia, periodi ripetuti e inattesi di caldo estremo stanno iniziando a influenzare tali percezioni in alcuni mercati.
I mercati più sensibili
I viaggiatori francesi sembrano essere significativamente più sensibili al disagio climatico nelle destinazioni mediterranee prese in esame, mostrando cali più marcati, frequenti e persistenti nella percezione del clima delle destinazioni durante eventi di caldo prolungato.
Il mercato britannico reagisce in modo evidente alle ondate di calore, ma principalmente attraverso un disagio di breve periodo. Il mercato britannico sembra essere altamente consapevole degli eventi di caldo, ma anche molto resiliente una volta che le condizioni migliorano.
Rispetto ai mercati di provenienza europei analizzati, i viaggiatori americani sembrano essere considerevolmente più tolleranti nei confronti del caldo estivo mediterraneo, mantenendo una percezione del clima costantemente positiva nella maggior parte delle destinazioni studiate.
Il cambio per la destinazione Italia
Per quanto riguarda la destinazione Italia, il valore del Perception of Climate Index (PCI) indica una crescente sensibilità dei viaggiatori e l'emergere di effetti di lungo periodo.
Dopo un'estate particolarmente positiva e costante nel 2025, quando la destinazione ha raggiunto un PCI medio di 92,2 su 100, migliorando le performance sia del 2023 sia del 2024, l'estate del 2026 secondo lo studio sta mostrando un andamento meno costante, con cali concentrati in periodi specifici piuttosto che distribuiti sull'intera stagione.
Sebbene il deterioramento rimanga limitato, il PCI medio dell'Italia tra maggio e luglio 2026 si attesta 0,9 punti al di sotto del periodo equivalente del 2025, suggerendo che la ricorrente esposizione alle ondate di calore potrebbe iniziare a esercitare un effetto cumulativo sulla valutazione dei viaggiatori delle condizioni climatiche estive.
Rispetto alla Spagna o alla Grecia, la percezione del clima in Italia da parte dei viaggiatori tende a essere meno volatile durante i singoli eventi di ondate di calore, indicando che il disagio a breve termine genera una risposta più moderata. Tuttavia, il ripetersi di temperature elevate per periodi prolungati, in particolare durante le prime fasi dell'estate, sembra esercitare un effetto cumulativo sulla percezione della destinazione, che sta iniziando a manifestarsi quest'anno e che “potrebbe eventualmente tradursi in una crescente considerazione, da parte dei viaggiatori, delle esperienze legate al clima nella loro valutazione complessiva della destinazione”. In questo contesto, suggerisce infine lo studio, la percezione del clima dovrebbe essere monitorata per prevenire rischi di percezione a lungo termine.