- 29/09/2026 08:00
Sviluppo turistico globaleL’Italia si piazza in top 10
Tutto il mondo cresce nell’organizzazione turistica, l’Europa si conferma regina, l’Asia ha invece la crescita maggiore e l’Italia si piazza al decimo posto. È quanto emerge dell’edizione 2026 del ‘Travel & Tourism Development Index’, pubblicato dal World Economic Forum in collaborazione con Zurich Insurance Group.
Lo studio valuta ben 110 Paesi, in base alle loro infrastrutture, alla forza lavoro e alle politiche adottate per sostenere la crescita. Al primo posto si piazza il Giappone, seguito da Stati Uniti e Spagna, mentre l’Italia chiude la top ten, con davanti anche Australia, Francia, Germania, Regno Unito, Cina e la Svizzera.
Secondo il rapporto, dal 2024 il 92% delle economie ha aumentato il proprio punteggio e i valori medi. Tuttavia, i progressi più significativi si registrano nelle posizioni più basse della classifica. L’Albania è l’economia che ha registrato il maggiore miglioramento, seguita dal Vietnam e dal Laos. L’area Asia-Pacifico conta sette delle 10 economie che hanno registrato i maggiori progressi.
Un futuro ricco di sfide
Il 2025 ha rappresentato un anno record, con 1,5 miliardi di persone che hanno viaggiato, contribuendo per 11mila 600 miliardi di dollari all’economia globale. I costi, però, stanno aumentando più rapidamente dell’inflazione e il 75% delle economie è diventato meno accessibile per i viaggiatori. Inoltre, il sovraffollamento è maggiore rispetto al periodo precedente alla pandemia, e a questo si aggiunge anche il tema della forza lavoro. Entro il 2035, infatti, secondo lo studio, il settore registrerà una carenza di 43 milioni di lavoratori, pari a circa il 16% del fabbisogno.
Infine, ci sono gli imprevisti, sempre più grandi nel settore, tra crisi economiche, geopolitiche e guerre. Le interruzioni del traffico aereo legate al conflitto in Iran, o le ondate di calore e gli incendi in Europa e Nord America, hanno mostrato quanto rapidamente le destinazioni possano trovarsi sotto pressione. È per questo che, secondo il report, la capacità di adattarsi con prontezza ai cambiamenti è la vera chiave per affrontare il futuro. L’attrattività delle destinazioni non è più sufficiente, occorre saper far fronte agli imprevisti e proseguire l’operatività, garantendo la mobilità delle persone, informando i viaggiatori e ripristinando rapidamente la fiducia una volta superata l’emergenza.