• 10/04/2026 08:31

Debutta l’EES europeoTimori di code negli scali

È operativo ufficialmente in tutta Europa l’EES, l’Entry Exit System europeo progettato per tracciare gli spostamenti dei viaggiatori extracomunitari all’interno della Ue. L’Ees è stato introdotto lo scorso ottobre e la sua implementazione alle frontiere europee è stata graduale, non senza riscontrare diversi problemi, tra cui guasti tecnici e lunghe ore di attesa.

Come funziona

Il sistema chiede ai visitatori di registrare le informazioni del passaporto e i dati biometrici, tra cui la scansione del volto e le impronte digitali, presso i chioschi presenti in aeroporti, stazioni e porti al loro primo ingresso nell’Ue. Questi dati verranno poi memorizzati e conservati. Per le visite successive nell’Ue, i viaggiatori dovranno verificare nuovamente i propri dati ai chioschi, prima di mettersi in viaggio.

Le code

Nei mesi scorsi, il monitoraggio effettuato da Aci, l’Airports Council International, non ha fornito numeri rassicuranti: secondo i dati, i tempi di attesa ai controlli di frontiera nelle aree in cui sono attivi i sistemi Ees sono aumentati fino al 70%. Alcuni aeroporti, come Lisbona e la società di gestione degli scali di Parigi, hanno sospeso la sperimentazione del sistema o chiesto di stopparlo del tutto nel periodo estivo per la quantità di code che si vengono a creare al controllo passaporti.

Olivier Jankovec, direttore generale dell’Airports Council International (Aci), e Ourania Georgoutsakou, direttrice generale di Airlines for Europe, hanno ribadito l’appello alla Commissione europea e agli Stati membri affinché estendano la possibilità di sospendere, totalmente o parzialmente, il sistema Ees per l’intera stagione estiva 2026. “Questa flessibilità si è dimostrata fondamentale per prevenire gravi interruzioni operative durante la progressiva implementazione del sistema. Se i problemi tecnici e operativi relativi all’Ees non dovessero essere risolti, tale flessibilità dovrebbe rimanere disponibile anche durante i futuri periodi di punta, come l’inverno 2026/2027”.

Ad oggi, gli Stati membri potranno richiedere una sospensione durante i periodi di maggiore affluenza turistica fino alla fine dell’estate.

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