• 29/06/2026 13:27

Namibia, le potenzialità per il trade sul mercato italiano

Matthias Lemcke, director Europe, Namibia Tourism Board, e Robin Van Schalkwyk, marketing & sales FlyNamibia

Sono reduci da un tour di incontri con il trade italiano (a Milano, Torino, Padova), organizzato sia per sollecitare il mercato che per ringraziare il lavoro degli operatori, raccontano Matthias Lemcke, director Europe, Namibia Tourism Board, e Robin Van Schalkwyk, marketing & sales FlyNamibia. Come spiega Lemcke, di passaggio dalla sede di TTG Italia: “Per la Namibia il mercato italiano dopo il Covid è cresciuto davvero bene e crediamo molto sia dovuto agli sforzi del trade. Dall’altra sentivamo fosse utile per noi ascoltare dubbi e domande sulla destinazione, soprattutto in città che tradizionalmente non tocchiamo con i roadshow”.

Dati non ancora ufficialmente rilasciati indicano circa 30mila arrivi italiani nel 2025 attraverso i due aeroporti principali, con un tasso di business travel trascurabile, spiega Lemcke. Obiettivo, quindi, ascoltare gli operatori e, di conseguenza, capire meglio la clientela italiana, “ad esempio abbiamo la percezione che il prodotto Namibia possa migliorare per il target famiglie, ed è anche compito nostro comunicare meglio questo tipo di offerta. Gli italiani tendono, poi, a fare un giro circolare dei ‘classici’, ma pensiamo tralascino la regione a nord-est dello Zambesi, luogo non solo stupendo ma anche con importanti sviluppi e investimenti in corso. Così come il profondo sud con il Fish River Canyon”.

Il fattore collegamenti

Tra i nuovi collegamenti diretti utili per il mercato italiano, Lemcke annuncia: “Una buona notizia sono i diretti aggiunti da Edelweiss da Zurigo da questa stagione estiva. L’anno prossimo inizieranno già dalla fine di marzo”.

Un altro desiderio è quello di allungare il calendario degli arrivi, prosegue Lemcke: “Tradizionalmente da gennaio a marzo registriamo meno arrivi, con un’alta stagione da luglio a novembre. Parte del nostro lavoro è comunicare che, in realtà, la Namibia è una destinazione adatta a tutto l’anno, senza una vera alta e bassa stagione”. Altri fattori positivi, sottolinea Lemcke, sono la percezione di sicurezza, con la possibilità di fare fly&drive in autonomia, e la mancanza di fuso orario per gli europei.

Il contributo del vettore FlyNamibia

Allineati a una tendenza del turismo, globale, infine, “anche la Namibia vede una crescita spinta sul segmento luxury, dove vediamo molti investimenti di strutture nuove e di altri che scelgono l’upgrade verso l’alto di gamma”, conclude Lemcke.

Non a caso il vettore namibiano FlyNamibia (risorto dalle ceneri di Air Namibia e oggi parte del gruppo West Air Aviation) ha strutturato un’offerta specifica di voli privati, elicotteri e servizi su misura designati sulla clientela luxury, spiega Van Schalkwyk. “Per noi lusso significa anche guadagnare tempo per godersi appieno il viaggio e questo include riuscire a vedere il meglio della Namibia in pieno comfort, perché le distanze in auto possono richiedere parecchie ore di guida. Il nostro prodotto Safari è un biglietto unico che ti porta nella top five dei luoghi namibiani sette giorni la settimana, e si possono acquistare anche singole tratte se si desidera farne altre in auto. Il volo sul Grand Caravan a bassa quota permette di stare sufficientemente bassi per osservare gli animali da una prospettiva unica”.

FlyNamibia offre anche charter, elicotteri e voli privati con servizio di pilota ed equipaggio che rimangono con il cliente per tutta la durata del viaggio. Anche per Van Schalkwyk la regione dello Zambesi è ancora una perla poco esplorata e da scoprire e, data la posizione decentrata, il volo resta la soluzione più comoda. Le opzioni di personalizzazione, sottolinea Van Schalkwyk, sono davvero molteplici per il trade, inclusa la possibilità di connettersi anche ai Paesi vicini per costruire itinerari che includono il Botswana e le cascate Vittoria in Zimbabwe.

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