- 25/03/2026 08:50
Meteore turistiche: che fine han fatto Adriano Meloni, Maniele Tasca, Diego Borrelli, Maria Concetta Patti e Francesca Tanzi
Meteore (come il programma TV di qualche anno fa): ovvero imprenditori e manager che hanno fondato e/o gestito aziende turistiche importanti e poi sono usciti dal settore, più o meno brillantemente. Quattro anni fa ho scritto di Andrea Bonomi, Franjo Ljuljdjuraj, Gerardo Soglia e Alessandro Rosso; ora tocca ad Adriano Meloni, Maniele Tasca, Diego Borrelli, Maria Concetta Patti e Francesca Tanzi. Grazie Copilot.
Adriano Meloni: Expedia 2001/2008, Trydoo 2010/2019 - Romano di nascita ma milanese di adozione, formazione internazionale tra George Washington University e MBA INSEAD, è uno dei manager che hanno accompagnato il passaggio del turismo italiano al digitale. Dopo un avvio di carriera all’estero, nel 2001 viene scelto dal fondatore di Expedia Rich Barton per lo sbarco del portale in Italia: da 0 a 50 dipendenti, da 0 a 400 milioni di euro di fatturato in sette travolgenti anni, che trasformano Expedia da misconosciuta in Europa a leader di mercato (Booking.com e Airbnb sarebbero arrivate dopo). In quegli anni diventa una delle voci più ascoltate sull’innovazione nel travel, promuove con Casaleggio Associati (Beppe Grillo sarebbe arrivato dopo) una delle prime ricerche strutturate sull’ecommerce in Italia, tuttora aggiornate da Davide Casaleggio. Dal 2010 al 2019 è imprenditore in proprio con il portale di e-commerce turistico Trydoo, ma nel 2016 accetta un insolito incarico istituzionale: per due anni è Assessore allo Sviluppo economico, Turismo e Lavoro del Comune di Roma, nella giunta guidata dalla sindaca Virginia Raggi dei 5 Stelle, svecchiando una struttura che contribuirà a proiettare la Capitale verso gli invidiabili numeri degli ultimi anni. Lascia il settore a fine 2019, richiamato dall’azienda nella quale aveva lavorato all’inizio di carriera: oggi è managing director di Sphere Italia, leader nel mercato italiano degli imballaggi per la casa (sacchetti in bioplastica, sacchi per la nettezza urbana, sacchetti gelo) e dei rotoli per alimenti (alluminio, vaschette in alluminio, carta da forno e pellicole) per la GDO. Il turismo, però, un po’ gli manca.
Maniele Tasca: Alpitour 2004/2006, Welcome Travel 2006/2008 - Milanese, classe 1968, bocconiano: con una predisposizione naturale (e invidiabile, dicono i colleghi) a “leggere” i numeri. Maniele Tasca è oggi uno dei manager più apprezzati della GDO, nel ruolo di managing director di Selex Gruppo Commerciale (insegne Famila, A&O, il Gigante, Dok, Tigre, Dpiù). Dopo l’esordio nella consulenza (BCG, Bain & Co.) viene assunto in Alpitour come direttore marketing, quindi promosso a.d. di Welcome Travel Group, preceduto nel ruolo da Sergio Testi e passando le consegne a Gian Paolo Vairo: nel quadriennio 2004/2008 - proprietà IFIL, gestione Daniel John Winteler - segue la trasformazione del tour operating, l’impatto del digitale e la ridefinizione del rapporto tra rete agenziale e prodotto. Entra in Selex nel 2009 e avvia una lunga fase di crescita: modernizzazione delle insegne, rafforzamento della marca privata, sviluppo dei soci territoriali e una gestione “da maratoneta”, come la definisce Mark Up, sottolineando la sua capacità di costruire risultati nel lungo periodo, senza scatti improvvisi ma con una progressione costante. Sotto la sua guida Selex diventa il secondo gruppo della GDO italiana, mentre Tasca assume ruoli di primo piano anche in ESD Italia, EMD e GS1 Italy. Nella GDO gli manca un po’ dell’allegria e della leggerezza del turismo.
Diego Borrelli: Sprintours, Uvet, InViaggi, Valtur, Bluvacanze 2002/2022 - Napoletano verace, laureato in Scienze del Turismo alla Federico II, Diego Borrelli ha avuto una carriera di tutto rilievo, nel turismo organizzato. Esordisce poco più che ventenne in Sprintours, passa in Uvet, InViaggi e Valtur, sempre in ambito commerciale/vendite, fino all’ingresso in Bluvacanze, dove tra il 2017 e il 2022 è direttore commerciale, contribuendo al non facile passaggio della rete sotto il controllo di MSC Holding. È considerato un talento “cresciuto sul campo”, ottimo comunicatore, sensibile ai numeri: rappresenta quella generazione di manager che - dopo l’11 settembre - ha dovuto affrontare più crisi delle precedenti, quindi è ben rodata. Nel 2021 decide di cambiare vita e tornare al primo amore: la ristorazione. Fonda così Signora Bettola, oggi una catena di cinque locali tra Napoli e Caserta, diventata un riferimento per la cucina tradizionale partenopea. Borrelli mette tutto se stesso nel progetto, applicando il medesimo approccio maturato nel turismo: controllo dei costi, qualità del servizio, formazione del personale. Le sue posizioni pubbliche sul lavoro giovanile e sul reddito di cittadinanza lo portano spesso al centro del dibattito mediatico: non disdegna tuttavia il confronto e la polemica, atteggiamento coerente con chi predilige la prassi alla teoria. Si vocifera di un ritorno dalle nostre parti.
Maria Concetta Patti: Valtur 1998/2012 - È stata per oltre un decennio uno dei volti più esposti – anche al fuoco incrociato – del turismo italiano. Figlia di Carmelo Patti, imprenditore siciliano emigrato a Pavia che fece fortuna come terzista della Fiat, salì alla ribalta nel 1998, quando il padre acquisì il t.o. Valtur dal gruppo bancario San Paolo e le affidò il ruolo di a.d. Classe 1958, molto attenta all’immagine, discreta e gelosa del privato, guidò il primo villaggista italiano in una fase di espansione, ma anche di forte pressione competitiva e finanziaria. Il suo nome entra però nel cono d’ombra delle inchieste che colpiscono il padre, accusato di presunti legami col mafioso Matteo Messina Denaro: un castello accusatorio che, pur non riguardandola direttamente come imputata, nel 2011/2012 finisce per travolgere anche lei sul piano reputazionale e manageriale, fino all’estromissione dalla guida di Valtur e all’amministrazione straordinaria del gruppo. Dodici anni dopo, nel 2024, la Corte d’Appello di Palermo annulla il decreto di confisca dei beni di Carmelo Patti, escludendo rapporti di vicinanza con la mafia e l’origine illecita della sua ricchezza, restituendogli post mortem l’onorabilità. Ma dal 2012 Maria Concetta Patti - dopo essere stata al centro di una vicenda giudiziaria di enorme impatto mediatico - sparisce letteralmente di scena. Di lei non c’è alcuna traccia recente, alcun incarico manageriale, alcuna intervista, alcuna foto: silenzio e oblio. Del turismo, certo, non deve avere un bel ricordo.
Francesca Tanzi: Parmatour 1998/2003 - Porta nel cognome il peso di uno dei più gravi crac finanziari italiani. Figlia di Calisto Tanzi, entra in HIT Holding Italiana Turismo, poi rinominata Parmatour – il braccio turistico del gruppo Parmalat – alla fine degli anni Novanta, ricoprendo ruoli dirigenziali nell’area commerciale e di sviluppo prodotto. In quegli anni Parmatour punta forte sui villaggi e sui pacchetti charter, diventando uno dei player più visibili del turismo organizzato italiano, fino al tracollo del 2002/2003 legato al crac da 14 miliardi di euro del Gruppo. Il suo nome finisce nelle cronache giudiziarie come parte del “sistema Tanzi”, con un’esposizione mediatica che la identifica soprattutto come simbolo di quella stagione, più che per il merito professionale. Dopo anni di silenzio, nel 2011 viene scelta dal gruppo alberghiero Blue Dream per dirigere una struttura a Monselice, in provincia di Padova: esperienza che non dura a lungo, perché successivamente la primogenita di Calisto si eclissa del tutto. Una fonte a lei vicinissima, risalente a qualche anno fa: “Francesca fa la mamma a tempo pieno, con grande successo perché ha una figlia fantastica, e vive a Padova col marito. Era ed è una persona fantastica, all’epoca fu messa in mezzo, in una situazione nella quale lei non c’entrava niente”. Avesse anche avuto delle colpe, sono passati vent’anni e merita oblio e silenzio.