• 04/06/2020 12:42

Turismo outdoor motore di ripresa: i dati di Human Company

“L’outdoor è la modalità di vacanza più adeguata al rilancio del turismo domestico”. A esserne convinto è Luca Belenghi, direttore generale di Human Company che, presentando i dati dell’Osservatorio del Turismo Outdoor 2020 realizzato dal suo gruppo, fornisce un’analisi dell’attuale mercato domestico del turismo all’aria aperta individuandone le caratteristiche, i trend e le possibili evoluzioni ai tempi del Coronavirus.

Una rivoluzione culturale
La ricerca restituisce una descrizione del turismo open air come un settore che ha avuto una forte crescita negli ultimi dieci anni e che, per certi versi, ha guidato una sorta di rivoluzione culturale nella percezione collettiva del turismo stesso in generale.

“Nell’open air - spiega l’Osservatorio - si ritrova consolidata e amplificata la forma più attuale di turismo, il turismo esperienziale, intimamente legato al territorio e capace di fare vivere soggiorni unici e gratificanti in termini di un arricchimento personale e relazionale. Nel desiderio di un’esperienza turistica all’aria aperta di questo tipo è cresciuta la voglia di “qualità”, elemento che ha stimolato un’evoluzione quantitativo (è a sua volta aumentata) che qualitativa (gli standard del servizio offerto sono notevolmente migliorati)".

Le cifre dell'Osservatorio
Secondo i dati dell’Osservatorio quasi metà degli intervistati (49%) aspira a una vacanza outdoor: per il 35% si tratta di persone che già oggi soggiornano in strutture all’aria aperta e il 14% di turisti che fanno vacanze di tipo diverso.  Fra le diverse tipologie di vacanza open air, il villaggio riceve il gradimento più alto, poiché piace a ben il 58% degli intervistati, seguito subito dopo dal viaggio on the road (44%) e dalla casa mobile (42%).

Riaperture in sicurezza
“Dalla nostra indagine - spiga Belenghi - risulta che la vacanza è ormai tra i beni di prima necessità: il 69% degli italiani intervistati, infatti, ha intenzione di farne una e il 49% aspira all’open air, per sua natura sostenibile e sicura. Noi di Human Company siamo pronti a vivere questa strana stagione estiva con ottimismo ma con i piedi piantati per terra: le nostre strutture – dai camping in town ai village – stanno aprendo progressivamente, pronte a offrire soggiorni in tutta sicurezza, grazie anche a un importante processo di digitalizzazione”.

Secondo le stime dell’Istituto Piepoli il fatturato del turismo all’aria aperta nel 2019 si attesta intorno a 8,5 miliardi di euro (di cui 5,2 miliardi di euro per servizi ricettivi e 3,3 miliardi di euro per servizi di ristorazione), con una quota di viaggi in Italia che si aggiudica il 25% del totale: dei quasi 80 milioni di viaggi degli italiani in Italia e all’estero lo scorso anno (Istat, febbraio 2020), 20 milioni sono stati outdoor (stima sui soggiorni in villaggi e camping e viaggi itineranti effettuati con caravan e simili) per un totale di 92 milioni di pernottamenti, pari al 23% del totale.
Le regioni più gettonate risultano essere la Puglia (13%), la Toscana (11%) e la Sicilia (10%).

Condividi questo articolo