• 01/10/2020 15:35

Corridoi e tamponi rapidiL’unica via per il turismo

Senza i viaggi extra Shengen il turismo organizzato è destinato a soccombere. Ed è per questo che l’unica via di uscita per assicurare la sopravvivenza delle aziende e mantenere i posti di lavoro sono i corridoi turistici.

Ne è sicuro Pier Ezhaya, eletto da poco presidente Astoi, che sta lavorando per ripristinare il traffico verso le destinazioni al di fuori dell’Ue, cioè quelle programmate dai tour operator

Astoi - afferma il presidente - ha avviato un fluido e costruttivo canale di comunicazione con il Ministero degli Affari Esteri, volto ad esaminare la possibilità di riaprire alcuni corridoi turistici, tenendo conto della situazione attuale e di tutte le limitazioni imposte dall’emergenza. Senza la riapertura di almeno alcune destinazioni – sia lato outgoing che lato incoming - per gli operatori del settore sarà il tracollo”.

Il discorso, dunque, non riguarda solo chi vive di viaggi all’estero, ma anche chi lavora con i turisti stranieri: anche questi ultimi, infatti, negli scorsi mesi hanno visto una drastica riduzione dei volumi, con una marcata incertezza anche per i prossimi mesi.

Tamponi rapidi
La proposta è quella di adottare un ‘modello crociere’, con tamponi veloci prima di partire e al rientro. Anche perché Astoi sottolinea un paradosso: “sono aperti paesi europei che hanno più di 15mila contagi al giorno e sono chiusi paesi extra europei che ne hanno 200. E questo avviene solo per un tema di Paese ‘Schengen/non Schengen’. Non è arrivato il momento di superare questa barriera?”.

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