- 20/04/2026 08:35
Baobab e l’incertezza,Gandola: “È il momentodi sfatare alcune bugie”
“Il segnale che vogliamo mandare è che si va avanti, si guarda avanti. Consideriamo questo momento come un momento transitorio, come tanti che abbiamo attraversato in passato, anche peggiori, ben più gravi e ben più lunghi”. Raggiunto telefonicamente da TTG Italia il direttore tour operator di Baobab, Alessandro Gandola, spiega così la scelta di lanciare quattro nuove destinazioni nel pieno di una nuova fase di instabilità internazionale. “Non ci facciamo scoraggiare, anche se ovviamente sono momenti in cui è dura, però si va avanti”, afferma il manager.
L’operatore del Gruppo TH amplia la propria programmazione con quattro novità – Oman, Uzbekistan, Vietnam e i city break a Il Cairo – puntando a rafforzare il posizionamento nei circuiti organizzati: “Ci candidiamo a diventare uno degli operatori di riferimento nel mondo dei circuiti organizzati di massa, con un prodotto semplice, essenziale e facile da prenotare”, rivela Gandola, “vogliamo dare una risposta convincente sia in termini di competitività che in termini di affidabilità, un tema cruciale in questo momento”.
Una fase, quella attuale, che il manager definisce complessa anche sul piano comunicativo, dicendosi “sfinito dall’allarmismo” generato dalla stampa generalista e sottolineando come il turismo organizzato dovrebbe reagire in modo più strutturato. “Rilevo con dispiacere che il settore non è compatto”, afferma con rammarico.
Le bugie da sfatare
Secondo il direttore tour operator di Baobab è necessario rispondere al clamore mediatico facendo chiarezza su alcuni temi che rischiano di scoraggiare la domanda. “Mi piacerebbe sfatare tre bugie - asserisce -. La prima è quella dei prezzi alle stelle. Chi si affida ai t.o. non ha prezzi alle stelle. Ha offerte migliori rispetto al periodo pre-guerra, perché gli operatori hanno in casa delle pre-acquisizioni, sia di seggiolini che di camere, che in questa fase di bassa domanda hanno necessità di proporre al mercato in condizioni ben più favorevoli rispetto al periodo pre-guerra. Parliamo di Egitto, parliamo di Zanzibar, parliamo perfino di Grecia e Baleari”.
La “seconda falsità - continua Gandola - è che non ci sia certezza sul carburante. Non tutti i t.o. sono allineati su questo, ma Baobab ha scelto una via di assunzione del rischio sull’aumento carburante, quindi chi parte con noi non ha nessun timore di avere sotto data il supplemento carburante. Baobab tutela da questo rischio e blocca il prezzo a condizioni di offerta”.
Terzo tema che affronta il manager è quello dei voli. “La pandemia ha riavvicinato i clienti alle agenzie e le agenzie ai tour operator, perché ha lasciato come effetto di sistema la fortissima capacità delle compagnie aeree di cancellare i voli. Prima della pandemia non era così frequente, dopo la pandemia è quasi all’ordine del giorno e nessuno ci fa più caso. Io non riesco a capire come non sia possibile comunicare in modo semplice un concetto: questa cosa degli aerei che si cancellano e dei vettori che lasciano tutti a piedi non vale per i tour operator. Noi garantiamo sempre la partenza e il rientro. Se una low cost o una major ti cancellano il volo, Baobab ti porta a fare la tua vacanza garantendo tutto, sia l’andata che il ritorno. E anche in un momento così tragico - con la guerra che ha colpito il Medio Oriente -, Baobab e Markando hanno portato a casa tutti i clienti. I nostri clienti non hanno speso una lira. Sono tornati con il primo volo alternativo pagato dal tour operator”.
Un impegno, quello del turismo organizzato, che secondo il manager deve essere rivendicato a gran voce. “Purtroppo - rimarca - la filiera non ha la forza di urlarlo sulle pagine dei giornali, ma è importante che le testate di settore comunichino bene a chiunque la forza dei grossi t.o. di riportare a casa i clienti e che se anche dovesse esserci un razionamento dei voli, i t.o. la tua vacanza te la fanno fare con i pochi voli che rimarranno, non devi preoccuparti”.
Guardando ai prossimi mesi e alla sostenibilità economica della crisi, il manager si mostra fiducioso. “Se siamo sopravvissuti a due anni di blocco totale, non saranno queste cinque settimane a preoccuparci”, afferma. Tuttavia, una revisione delle stime iniziali appare inevitabile, alla luce anche di una certa prudenza da parte della domanda registrata dall’operatore “sulle destinazioni che richiedono un volo aereo, al momento il fattore più bloccante”.
Gli obiettivi 2026
Baobab, spiega Alessandro Gandola, “correva verso il traguardo 100 milioni, dai 75 milioni di chiusura dell’anno scorso. È evidente che la guerra ci obbliga a rivedere questo obiettivo. Avevamo, tuttavia, un vantaggio accumulato nei primi quattro mesi talmente forte, che oggi diciamo che è assolutamente ragionevole che chiuderemo l’anno - se non c’è un peggioramento della situazione - sopra, se non ampiamente sopra l’anno scorso. E questo mi sembra già un risultato straordinario”.
Con questo spirito, i progetti vanno avanti business as usual. “Oggi i numeri ci dicono che siamo ancora in netto vantaggio sull’anno scorso nel pari data e quanto alle nuove aperture queste saranno soprattutto legate a questa nuova estensione nell’area dei circuiti nel mondo, con questa logica: stiamo studiando le destinazioni più richieste per viaggi organizzati di gruppo, di minimo 2 persone con guida italiana, e su queste destinazioni stiamo valutando i partner più affidabili che ci consentano di avere le condizioni per entrare nella destinazione con miglior rapporto qualità-prezzo, affidabilità”.
L’apertura dei city break a Il Cairo segna inoltre l’avvio di un nuovo filone di sviluppo. “Ci stiamo concentrando sulle città extraeuropee - come Marrakech o Istanbul -, percepite come più complesse, dove ci può essere la possibilità di offrire anche una serie di attività in loco. Il Cairo è la prima, ma vogliamo che sia la prima di una lunga serie di situazioni analoghe”.