- 04/05/2026 09:21
Ezhaya: “La domanda per l’Egitto ripartirà, è un Paese con asset troppo forti”
Ha voluto spendere i suoi due centesimi, come dicono gli anglosassoni, a favore dell’Egitto, con un post Linkedin molto letto. Il presidente di Astoi Pier Ezhaya, però, tiene a ribadire che c’è altro oltre all’affezione verso un Paese che conosce molto bene e col quale lavora da sempre. “L’Egitto non è una meta a rischio e subisce ingiustamente la flessione turistica anche quando non è coinvolto nelle crisi”, commenta nell’intervista con TTG Italia, “ho voluto scrivere quel post perché la domanda italiana è calata in modo molto più grave rispetto ad altri Paesi europei, del tutto affini a noi, come Francia, Germania, Spagna, UK”.
“Penso semplicemente che bisognerebbe ragionare con più lucidità. L’idea personale che mi sono fatto è che ci sia una generalizzazione verso i Paesi musulmani, che pure non hanno a che fare con la crisi. Lo dico perché in parte anche il Marocco ha visto un calo. Seppur Marrakech sia più lontano dall’Iran persino dell’Italia”, prosegue il presidente di Astoi.
Sicuramente “mi ha generato un po’ di rabbia vedere questi numeri in calo, perché ho toccato con mano l’impatto positivo che l’industria turistica ha sulle famiglie egiziane che lavorano nella filiera”.
Soprattutto, però, Ezhaya ritiene che il ruolo dell’Egitto di “cassaforte del turismo” sia riconducibile a degli asset precisi, molto validi, e che alla fine torneranno a far crescere la domanda: “La connettività con l’Italia è ottima, è un Paese con grandi riserve di carburante in questo momento, meteo buono garantito, un popolo ospitale e vocato al turismo, un rapporto qualità-prezzo eccellente e che consente alle persone di permettersi una buona vacanza. Trovo sia un peccato privarsene. Tutti questi fattori fondamentali positivi, sono certo, faranno ripartire la domanda sull’Egitto”.