• 29/01/2026 08:03

Marie-Louise Sciò,Pellicano Hotels:il lusso così com’è

Marie-Louise Sciò

Un elenco: autentico – elegante – familiare – esclusivo – accogliente – sincero. E, naturalmente, bello.

Se si tenta di leggere nel mare delle tendenze ciò che disegna i desideri della clientela upper level, le parole chiave che si ritrovano un po’ ovunque sono quelle dell’elenco appena stilato.

E che combaciano quasi perfettamente con l’offerta di un gruppo in ascesa, che non corre ma cresce pian piano, che ha l’ospitalità di lusso nel suo Dna e che parla con una voce autorevole dall’alto di 60 anni di esperienza filtrati con occhio contemporaneo da chi oggi regge il timone.

A raccontare, con una naturalezza che stupisce per essere apparentemente senza sforzo, questa ‘coincidenza di amorosi sensi’ fra i desideri dei clienti luxury e la sua offerta è Marie-Louise Sciò, ceo e direttore creativo (e anima e volto e mani) di Pellicano Hotels Italy .

“Il nostro obiettivo – dice in un’intervista rilasciata a TTG Luxury – è quello di essere prima di tutto un’espressione viva, contemporanea e sincera della bellezza italiana”.

C’è tutto, in questa frase. Una lezione che spiega come mai l’Hotel Il Pellicano, aperto nel 1965 e nelle mani della famiglia Sciò dal 1979, è ancora oggi uno dei più famosi ‘buen ritiri’ d’Italia.

Tutto parte, appunto, nel 1979, quando il padre della signora Marie-Louise, Roberto Sciò, acquistò l’Hotel Il Pellicano, dopo esserne stato per anni ospite, con l’idea di preservarne la magia e l’essenza.

“Da lì – continua Marie-Louise Sciò - il progetto si è sviluppato nel tempo con l’ingresso di La Posta Vecchia Hotel, villa romana a Palo Laziale ed ex residenza di Jean Paul Getty, e del Mezzatorre Hotel & Thermal Spa, un’oasi romantica sull’isola di Ischia, entrato a far parte del gruppo nel 2019. Insieme, queste destinazioni formano una costellazione di luoghi unici, ciascuno con una forte personalità, ma accomunati da un’estetica raffinata e immediatamente riconoscibile. A questo universo si è aggiunto nel 2020 ISSIMO, la piattaforma digitale che racconta e celebra lo stile di vita italiano attraverso moda, design, viaggi e storytelling”.

Ma la signora del Pellicano non si accontenta. “Sto guidando l’espansione del gruppo puntando su dimore storiche di grande fascino, da preservare e valorizzare con rispetto – racconta -. Pellicano Hotels ha recentemente accolto La Suvera, vicino Siena, e La Badia a Orvieto, due proprietà straordinarie e autentici gioielli del patrimonio italiano, situate in luoghi inusuali e pronte per essere riscoperte e reinterpretate. Con queste scelte portiamo avanti il nostro modo di fare ospitalità: autentico, profondamente legato alla cultura italiana e al territorio, e sempre molto personale”.

Ecco, appunto. Voi siete il prototipo dell’hotel che oggi cercano i turisti luxury: elegante, ma familiare, esclusivo, ma caldo. Siete nati così? Lo siete diventati? Come riuscire a conservare questo spirito e questa ‘artigianalità raffinata’ pur crescendo?

“Noi siamo sempre stati così: fin dall’inizio, con l’Hotel Il Pellicano, il nostro approccio è sempre stato caldo e familiare, ma al tempo stesso esclusivo. Mio padre ha sempre voluto che si preservasse il nostro Dna, quell’eleganza senza tempo, quasi naturale, che ci contraddistingue. Cerchiamo di mantenerlo vivo, un po’ come in una capsula del tempo, mentre facciamo crescere il gruppo. La dimostrazione che restiamo fedeli a questa natura è proprio il modo in cui ci espandiamo: non troppo, solo in Italia, in luoghi dove possiamo seguire e controllare quotidianamente la qualità”.

La qualità parla di servizio, di ospitalità, di soluzioni e idee nelle strutture. “La mia formazione da architetto è molto utile, perché mi guida e mi aiuta nell’avere una visione di ciò che ogni hotel dovrebbe essere per me: dall’arredo alle scelte più strutturali. Guardando allo sviluppo del gruppo, questo mio background è ancora più fondamentale perché mi permette di percepire più facilmente il potenziale di una possibile nuova proprietà”.

La qualità parla di lusso. E porta alla ‘domanda delle cento pistole’: che cos’è, quindi, il lusso?

“Per me il lusso risiede nella cura, nel cercare di creare posti unici ma allo stesso tempo semplici, senza strafare. Cerco sempre di rispettare l’immobile, l’edificio, la sua storia e quello che è, la sua anima. Per me il lusso è questo: un hotel che sia unico che rispetti il senso del luogo, non qualcosa di eccessivamente ricercato e che può essere ovunque”. Anche perché il cliente luxury, oggi, cerca proprio un luogo così. “Secondo me – dice Sciò - le persone altospendenti che si possono permettere qualsiasi cosa cercano qualcosa di unico. Luoghi unici per la loro autenticità, sia del posto in cui si trovano, sia per la visione di ospitalità curata e personale che portano avanti”.

Si ricostruisce, allora, rovesciando i paradigmi, quella che è sempre stata una caratteristica vista, se non in negativo, almeno come un limite dell’Italia: la prevalenza degli hotel indipendenti. Che, nell’ottica di Sciò, sono quei luoghi che il lusso sta cercando.

“Il futuro dell’ospitalità di lusso, per me, saranno gli alberghi indipendenti – dice -. Quegli hotel che hanno una visione precisa, un punto di vista specifico sull’ospitalità e sull’esperienza di soggiorno che vogliono offrire e che non si ripetono tutti uguali in ogni parte del mondo”.

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