• 19/06/2026 14:01

Palazzo Ripettae oltre: la prevalenzadell’umano

Alessia Meli, coo del Gruppo Ginobbi

“Sa qual è uno dei nostri asset strategici a livello aziendale? La connessione umana”. Alessia Meli, coo del Gruppo Ginobbi, racconta così, con passione e concretezza, l’esperienza della compagnia, che ha appena aggiunto un nuovo capitolo con l’acquisizione di Palazzo Scanderbeg. E si inserisce nel dibattito che coinvolge il mondo del turismo di lusso, e che vede sempre più presente il tema delle persone come uno dei punti chiave per rispondere alle esigenze di un ospite high end.

La connessione umana come garanzia di autenticità è il trait d’union che collega Palazzo Ripetta, Palazzo Scanderbeg e le ville di Torre Sponda in Costiera, che il gruppo gestisce dallo scorso anno. “Il tema è insito nel nostro Dna. Non è solo una questione di personalizzazione o di servizio: deriva dall’abbracciare con passione un progetto diverso da tutti gli altri, condividendolo e contribuendo a farlo crescere. L’ospite riconosce questa condivisione di valori come empatia, ne resta coinvolto e la percepisce come se fosse una famiglia”. La famiglia, come dire, delle vacanze.

È la continuità valoriale, quindi, ad unire i diversi progetti che il Gruppo Ginobbi ha messo sul tavolo in questi anni. L’ultimo in ordine di tempo è Palazzo Scanderbeg. “È la realizzazione di vari sogni – racconta Meli -. È una vera e propria gemma in un’area di grande fermento ed è una vera e propria dichiarazione di intenti per l’azienda: vogliamo essere una compagnia che si distingue per avere edifici gioiello come proprietà”. Palazzo Scanderbeg è un luogo della storia: a due passi da Fontana di Trevi, è stato teatro del passaggio dell’eroe nazionale dell’Albania. “Vogliamo rispettare l’eredità culturale di questo luogo, e proporlo come un angolo di privacy e di serenità nel pieno cuore di Roma”. Una sfida non facile, considerando la posizione, una delle più trafficate per il turismo della Capitale. “È vero, è una scommessa che lanciamo: la struttura si presta ad un’ospitalità raccolta, con solo 11 appartamenti dalle ampie metrature. La dedichiamo ai clienti che cercano un’esperienza residenziale con esigenze di maggiore intimità rispetto all’ospitalità di Palazzo Ripetta, che è invece un luogo volutamente dinamico e aperto agli stimoli che provengono dalla città”.

Anche Torre Sponda diventa una delle facce dell’ospitalità firmata Ginobbi. “Le 5 ville sono collocate in una delle location più amate nel mondo. Qui il protagonista è il giardino, in cui le ville sono immerse, che garantisce autonomia, indipendenza, riservatezza e, da quest’anno, anche una proposta un po’ meno tradizionale – racconta Meli -. Sfruttando, infatti, la location, abbiamo pensato di raccontare Torre Sponda non solo come un luogo di riposo o come una culla romance per coppie, ma come una possibile protagonista del turismo active, utilizzando le caratteristiche del giardino e della discesa a mare verso la spiaggia privata come un percorso per l’allenamento”.

La connessione umana resta, ma si diversifica sui prodotti. E per il futuro, il gruppo è in pieno movimento. “Siamo una realtà giovane e in crescita – spiega la coo -. Entro il 2030 puntiamo ad aumentare il numero di camere, sia con nuove acquisizioni sia, soprattutto, attraverso nuove gestioni, raccontando l’ospitalità italiana attraverso il nostro saper fare e la nostra identità”.

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