Affitti brevi, Aigab contro le norme di Napoli per il centro storico

Dura presa di posizione di Aigab-Associazione Italiana Gestori Affitti Brevi contro le novità approvate dal Comune di Napoli contro gli affitti brevi, come fa sapere l’associazione in una nota diffusa alla stampa: “Si tratta di una variante che impone che in ogni edificio del centro storico la superficie destinata ad abitazione stabile resti almeno al 70%, con un ‘conteggio’ per foglio e particella catastale che si ferma al portone: due palazzi affacciati sulla stessa strada avranno regole opposte e i permessi verranno assegnati in ordine di presentazione della domanda”.

“Valuteremo gli atti definitivi anche sotto il profilo della legittimità. Napoli è tornata a crescere soprattutto grazie all'ospitalità, che ha rimesso in uso migliaia di immobili degradati e creato lavoro. Tutelare la residenzialità è un obiettivo corretto, ma gli strumenti scelti dall’amministrazione sono sbagliati, un vero boomerang che di fatto impoverisce la città che dovrebbe poter contare sul meglio della sua capacità ricettiva in vista dell’America’s Cup. Si interviene sull'1% del patrimonio abitativo che i proprietari hanno legittimamente scelto di mettere a reddito con gli affitti brevi come strumento di integrazione per arrivare alla fine del mese e per mantenere il decoro di quella stessa casa, quasi sempre ricevuta in eredità” ha commentato Mario Morra, delegato Aigab per la Campania, aggiungendo che la misura “colpisce soprattutto le famiglie. Dei cin rilasciati a Napoli per locazioni brevi ed extra-alberghiero, 8.968 in tutto, 6.492 riguardano attività non imprenditoriali e 2.476 attività d'impresa. Oggi la legge prevede per affittare per brevi periodi la comunicazione al Comune e la registrazione dell'attività; con la Variante serviranno una pratica edilizia, un tecnico con relativi costi ed una condizione su cui il richiedente non ha controllo, ovvero che nell’edificio la quota di abitazioni stabile non sia scesa sotto il 70%. Nello stesso palazzo, in sostanza, il proprietario che decida di mettere a reddito un immobile che legittimamente possiede e che presenti la domanda per ultimo si troverà con meno diritti rispetto agli altri proprietari che prima di lui abbiano scelto gli affitti brevi per integrare il proprio welfare”.

I dati di Napoli del centro studi Aigab

Secondo i dati di Aigab solo l’1% (pari a 4.540 abitazioni, dato aggiornato a settembre 2026) del totale degli immobili complessivi (440mila) è promosso online con finalità di affitti brevi. Lo stock delle case attualmente promosse online con finalità di affitti brevi è pari al 6,5% di quelle non occupate (circa 70mila). Solo lo 0,5% (pari a 2,4mila abitazioni) del totale degli immobili che complessivamente si trovano a Napoli ha preso almeno una prenotazione negli ultimi 12 mesi.

In tutto il comune di Napoli gli annunci online a settembre 2026 sono 4.540, pari all’1% del totale delle abitazioni complessive, il 6,5% di quelle sfitte. Il 68% degli immobili online sono monolocali o case con una sola camera da letto, il 23% hanno due camere da letto. Dove, specifica Aigab, “annuncio promosso online” non vuol dire “venduto”, ma vuol dire che l’annuncio è attivo con possibilità di prenotazione, come forma di arrotondamento da parte dei proprietari che spesso ci vivono. A giugno 2026 gli appartamenti considerati stabilmente online erano solo 2.392 (pari allo 0,5% del totale).

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