Le associazioni al Governo:
“Stop alla ritenuta d’acconto
per le agenzie di viaggi”

Stralciare definitivamente l'obbligo della ritenuta d'acconto sulle provvigioni percepite dalle agenzie di viaggi, introdotto dalla legge di bilancio 2026. A meno di un mese dall'entrata in vigore della nuova norma, prevista per il primo di maggio, Fiavet-Confcommercio e Federalberghi tornano a farsi sentire, intervenendo in audizione in Commissione Finanze del Senato.

“L'applicazione di questa ritenuta determina un'insensata compressione della liquidità per le agenzie, già provate dalla volatilità operativa – ha dichiarato Fiavet -. Inoltre la ritenuta genera un aggravio di adempimenti fiscali e contabili del tutto sproporzionato rispetto ai benefici attesi per l’Erario, non generando nuove entrate per lo Stato, ma creando al contempo uno svantaggio competitivo per le nostre agenzie rispetto ai competitor stranieri”.

Il contesto attuale

Il tutto inoltre si inserisce in un contesto di crisi internazionale legata alla guerra e alla carenza di carburante, che sta già mettendo a dura prova il settore turistico. “Secondo una recente indagine realizzata da Cer per Confcommercio, la bolletta energetica del mese di marzo 2026 per le imprese del terziario potrebbe subire un aumento del 43,5% per il gas e del 13,9% per l'energia elettrica (rispetto al primo bimestre). Per un albergo, significa un maggior costo mensile di oltre 2.100 euro”, ha aggiunto Alessandro Nucara, d.g. di Federalberghi.

In conclusione di giornata, quindi, anche a nome di Fto, le federazioni di agenti di viaggio e albergatori hanno ribadito al Governo la necessità di eliminare la ritenuta e di prolungare le misure volte a contenere i costi e degli oneri di sistema, almeno finché perdureranno gli effetti dei conflitti in corso.

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