Il conflitto del Golfo e il conseguente aumento del costo del carburante stanno scatenando le compagnie aeree. Vediamo, infatti, comunicazioni secche e rigide che annunciano la fuel surcharge senza tanti giri di parole e in altri casi, invece, iniziative abbastanza originali. Come avviene con i voli della low cost Volotea.
Il vettore infatti, interpellato dalla redazione di TTG Italia in merito a Fair Travel Promise, ha emesso una nota per spiegare che “in un contesto internazionale caratterizzato da incertezze e volatilità dei prezzi dell’energia, Volotea si impegna a garantire ai propri passeggeri la massima flessibilità”. Su questo nulla da eccepire.
“La compagnia ha scelto di non introdurre supplementi carburante fissi, adottando invece un approccio innovativo: libertà di scelta e trasparenza. In quest’ottica si inserisce la Fair Travel Promise, una misura eccezionale e temporanea pensata per tutelare i viaggiatori e garantire la stabilità operativa, riducendo al minimo l’impatto dell’attuale contesto di crisi globale”.
Una misura temporanea
Quindi si tratta solo di misura temporanea, ma la crisi del Golfo è ben distante dal finire.
“Volotea prenderà come riferimento, sette giorni prima della partenza, i prezzi di mercato del carburante rilevati da fonti pubbliche e, se necessario, adeguerà di conseguenza il costo del biglietto. In caso di aumento, la compagnia applicherà un supplemento fino a un massimo di 14 euro per passeggero e per tratta; mentre, qualora i prezzi diminuiscano, la compagnia si impegnerà a rimborsare ai clienti la differenza, fino allo stesso importo”. Senza dubbio appare una decisione più democratica e flessibile rispetto ad altre compagnie, che non pongono invece limiti alla tassa carburante. Insomma, molti si adeguano al fuel e basta, senza limiti.
“Elemento centrale della Fair Travel Promise è la flessibilità, vero punto di forza dell’iniziativa: i passeggeri possono modificare il proprio volo o cancellare la prenotazione gratuitamente fino a quattro ore prima della partenza, una condizione particolarmente vantaggiosa e non comunemente prevista nel segmento low-cost”.
Allora, l’iniziativa appare temporanea, con una via di uscita per i clienti insoddisfatti e con un tetto massimo di 14 euro (a tratta). Appare quindi meglio di altri, come si diceva sopra, e spiegata con dettagli. In questo caso, piaccia o meno, un vettore low cost ha spiegato pubblicamente un’operazione di mercato. Non è poco, questo dobbiamo riconoscerlo.