Il blocco dello Stretto di Hormuz, con il conseguente fermo dei rifornimenti di cherosene, non ha, per ora, influenzato il traffico aereo internazionale. Anzi: in base ai dati di Eurostat ad aprile sono stati 119.792 i voli in Italia, in crescita rispetto ai 102.038 di marzo, ma anche rispetto allo stesso mese degli anni precedenti.
Ogni anno, infatti, la quota di partenze comincia ad alzarsi proprio nel mese di aprile, sia in Italia che in Europa, arrivando ai picchi di luglio e agosto. Il dato del 2026, spiega Il Sole 24 Ore, è maggiore rispetto al 2025 (118.017), ma anche al 2019 pre-pandemico che aveva registrato, in aprile, 103.890 voli. Cifre in controtendenza rispetto alla media dell’Unione europea, che ha registrato un calo di oltre cinquemila voli (dai 574.349 del 2025 ai 569.112 di quest’anno). Un caso particolare è quello della Spagna, che lo scorso mese ha registrato un exploit di 162.087 partenze, contro le 155.837 dello stesso mese del 20205. Con le sue otto raffinerie per il cherosene il Paese, spiega Il Sole 24 Ore, è tra i meno esposti allo shock dai Paesi del Golfo.