La trasformazione in premium delle file di posti ex economy o first, a bordo degli aerei, ha permesso alle compagnie di ottimizzare i ricavi con piccole modifiche di spazio e servizio, ma oggi questo sistema sembra non essere più sufficiente. Una domanda sempre più ampia, ma instabile, sta infatti facendo la differenza nei bilanci delle compagnie aeree. Queste le conclusioni che si traggono dal recente studio lo studio “Airline premium cabins: Profitability at the front of the plane” a cura di McKinsey & Company.
Le cabine premium rappresentano infatti una percentuale sempre più crescente dei posti totali offerti e dei passeggeri che le scelgono nel mondo. Questo trend, in atto già da diversi anni, è particolarmente vivo in Nord America ed Europa. Dal 2019 al 2025, ad esempio, sui voli nazionali statunitensi, canadesi ed europei e sui voli transatlantici, i posti premium hanno contribuito a una crescita dei ricavi pari al 30%.
I vettori devono fare migliori previsioni
Tuttavia, se per i primi anni sembrava sufficiente solo trasformare alcune file economy in premium per garantirsi margini maggiori, oggi il bacino di clientela di questo segmento sta diventando troppo grande perché le compagnie aeree possano continuare a gestirlo nello stesso modo usato in passato.
L’apertura ad una fascia di clientela più leisure ha infatti reso questi ricavi più instabili, perché non si era preventivato che si tratta di una clientela tradizionalmente più sensibile al prezzo che, durante periodi di crisi come quello attuale, è la prima a indebolirsi.
La variabile dei rischi esterni
È quindi importante, oggi, prevedere accuratamente la domanda premium al fine di vendere più posti in condizioni ottimali di gestione dei ricavi. Ai vettori servono, quindi, strumenti più adatti che migliorino la precisione delle previsioni e permettano alle compagnie di non mettere a rischio equilibri di bilancio precari, minacciati costantemente da questioni esogene come il caro carburante o le crisi internazionali.
Secondo gli analisti, infatti, con un cambiamento nell’approccio di gestione, si potrebbero determinare aumenti dei ricavi anche nell’ordine del 3%. Una percentuale che per alcune compagnie può fare la differenza tra il semplice sopravvivere o il crescere.