Intervengono anche le associazioni del trasporto aereo italiane sul sistema EES, che è entrato in vigore da pochi giorni ma che ha già generato file fino a quattro ore agli sportelli per il controllo dei passaporti in alcuni Paesi europei e in Italia.
Assaeroporti, Aeroporti 2030, Iata, Ibar e Aicalf hanno scritto al ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, per sollecitare un intervento urgente sul fronte europeo per rivedere l’Entry/Exit System e per farsi portavoce delle istanze dei rappresentanti italiani.
Nella lettera, le associazioni che rappresentano gestori aeroportuali e vettori che operano in Italia chiedono che venga concessa agli Stati membri “la possibilità di sospendere, anche totalmente, l’utilizzo del sistema in presenza di livelli di congestione tali da compromettere la regolarità delle operazioni aeroportuali”.
Il timore è che con l’arrivo del periodo estivo le file ai controlli potrebbero ulteriormente aumentare “con pesanti ripercussioni sulla gestione dei flussi e sull’ordine pubblico”. In particolar modo, si legge nella lettera, “risulta fortemente rallentata o inibita la funzionalità degli e-gates che hanno rappresentato in questi anni una componente fondamentale del processo di digitalizzazione e fluidificazione dei controlli di frontiera”.
Anche le associazioni di categoria del turismo si fanno sentire. Franco Gattinoni, presidente Fto, chiede interventi. “Condividiamo l’obiettivo dell’Entry/Exit System, ma oggi il punto è evitare che la sua attuazione scarichi nuovi problemi su passeggeri e imprese. Se l’Ees nasce come strumento europeo, deve essere applicato in modo uniforme e solo quando ci sono davvero tutte le condizioni per farlo funzionare bene”.
Gattinoni sottolinea che, anche se la procedura riguarda i viaggiatori extra-Ue, la congestione che si viene a creare finisce per incidere sull’operatività complessiva degli aeroporti. Per Fto è inoltre controproducente che un sistema comune venga applicato in modo differenziato, fino a diventare un vantaggio competitivo tra Paesi. È una preoccupazione resa ancora più evidente dalle notizie relative alla Grecia, che ha alleggerito i controlli Ees per i viaggiatori britannici per ridurre la congestione e agevolare i flussi turistici.
“Per queste ragioni – conclude – occorre garantire tempi giusti, applicazione uniforme e tutte le condizioni necessarie per il corretto funzionamento del sistema, a partire da adeguati presidi, organizzazione efficace e piena affidabilità delle soluzioni tecnologiche adottate”.