Norwegian Air frena: low cost tutto in salita

Giornate difficili per Bjorn Kjos. Il ceo di Norwegian Air pare non abbia ancora digerito la retromarcia di British Airways, anzi della capofila Iag. Willie Walsh, chief executive dell’alleanza che comprende anche Iberia, Vueling e Aer Lingus aveva mandato segnali a più riprese a Kjos, spiegando che l’offerta inglese aveva un limite.

Walsh alla fine ha perso la pazienza e in un solo giorno ha prima messo fine alla proposta e poi ha dato mandato di vendere le quote (pacchetto tra il 3 e il 4%) detenute in Norwegian. Un colpo da k.o. per la compagnia norvegese, che si è vista costretta ad annunciare un corposo aumento di capitale (circa 310 milioni di euro).

Kjos per rassicurare i mercati ha sostenuto che si tratta di un’iniziativa per dare forza ai progetti del vettore “cresciuto in maniera importante ed ora atteso da un piano di contenimento dei costi”.

Taglio dei costi che ha toccato nelle scorse settimane anche l’attività negli aeroporti italiani, con l’annuncio della riduzione dei voli su Malpensa e la chiusura della base a Roma Fiumicino. Segnali chiari che spiegano le difficoltà.
In fondo i collegamenti low cost a lungo raggio restano una sfida difficile da vincere. Da quando anche le compagnie tradizionali hanno immesso sul mercato prezzi concorrenziali la musica è cambiata.

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