B737 Max: tempi diversi per il ritorno in volo in Europa e Stati Uniti

Iniziano a vedersi alcune schiarite all’orizzonte per il B737 Max. Il ritorno in volo sembra ormai essere solo più una questione di date, ma proprio su questo punto ci sarà un po’ di ‘confusione’: Federal Aviation Administration per gli Stati Uniti, l’Easa per l’Europa e altri enti preposti in altri Paesi non agiranno in maniera uniforme, ma ognuno con i propri tempi.

Riassumendo la situazione attuale, secondo quanto riportato da Simple Flying, i primi aerei della Boeing dovrebbero tornare in volo entro la fine dell’anno, con la Faa che dovrebbe riuscire a fornire la certificazione intorno alla metà di novembre. Questo significherebbe che il ritorno a pieno regime non dovrebbe essere effettivo prima di febbraio, considerando anche che le principali compagnie che hanno in flotta il 737 Max hanno modificato lo schedule fino a quel mese. E comunque solamente per i voli interni.

Il caso Easa
Saranno invece tempi più lunghi per l’Europa. L’Easa ha già fatto sapere che le procedure per la certificazione adottata nel Vecchio Continente è diversa e necessita di tempistiche differenti. Risultato: per il via libera alla ripresa delle operazioni bisognerà attendere tra gennaio e febbraio, con il pieno regime, verosimilmente, con l’orario estivo.

A complicare il tutto ci sarà poi il tema delle consegne degli aerei in attesa: solo Ryanair avrebbe un ‘arretrato’ da circa 30 737 Max 8.

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