“Il nostro settore non va misurato solo in termini di arrivi e presenze, ma soprattutto in termini di fatturato”. Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi, invita a cambiare la prospettiva con cui si leggono i dati del turismo italiano.
Intervenendo all’Albergatore Day in merito al Giubileo, Bocca sottolinea come “l’aumento degli arrivi ha senso solo se è accompagnato dalla qualità dei flussi”. “Un turista alto spendente - rimarca - genera più ricchezza e più indotto di dieci pellegrini. È chiaro che la città è aperta a tutti, ma occorre essere consapevoli del valore economico dei diversi segmenti”.
Fiducia sul 2026
Nel 2025, si temeva che la Città eterna potesse fatturare meno del 2024. La paura del sovraffollamento stava spingendo, infatti, una parte della domanda premium a rimandare il viaggio al 2026, come già accaduto nel Giubileo del 2000. “Per noi era fondamentale che il Giubileo andasse bene - riferisce Bocca -, che Roma desse immagini positive al mondo, senza criticità. È stato un grande investimento in promozione internazionale”. Da qui la fiducia sul 2026: “Oggi, tra cucina italiana riconosciuta globalmente, stabilità politica e segnali positivi dal mercato, l’Italia ha una carta importante da giocare, puntando al primato non nei numeri, ma nel valore. E deve farlo ora”.