Confidustria Alberghi: l’Italia tiene a Pasqua

Un mercato in sostanziale tenuta. È questo il quadro della Pasqua tracciato da Confindustria Alberghi, che evidenzia come il contesto sia comunque “meno lineare e vivace rispetto alle aspettative”.

In questo particolare periodo la domanda è stata più prudente. “Nonostante le prenotazioni siano arrivate, il ritmo è apparso meno dinamico e i tempi decisionali dei viaggiatori sono risultati sensibilmente più lenti” dice l’associazione in una nota.

Secondo Confidustria Alberghi, il vantaggio accumulato nelle settimane precedenti alla festività si è in parte assottigliato, ma le disdette sono rimaste entro parametri contenuti e fisiologici, confermando che il fenomeno principale risiede in una maggiore cautela nelle nuove prenotazioni piuttosto che in un aumento delle cancellazioni. Il mercato, dunque, non è fermo ma cresce con minore velocità, muovendosi verso un quadro di stabilità.

La componente domestica e il turismo di prossimità si confermano gli asset più stabili. Al contrario, la domanda internazionale appare più prudente, risentendo del clima di incertezza, dell'aumento dei costi di viaggio e delle difficoltà legate ai collegamenti aerei, specialmente per i flussi a lungo raggio.

“In questo contesto – dice ancora la nota - è importante leggere i segnali del mercato con equilibrio, senza alimentare interpretazioni allarmistiche: l’Italia resta una meta sicura e attrattiva, il settore continua a lavorare e il sistema ha tutte le condizioni per affrontare questa fase con serenità e ottimismo”.

Per quanto riguarda prodotti e destinazioni, Confindustria Alberghi rileva come la performance sia collegata ai diversi segmenti di mercato e come il rallentamento degli arrivi internazionali sia più sensibile nelle città d’arte, storicamente più gettonate dai turisti d’oltreoceano, mentre le località di mare e montagna seguono dinamiche stagionali. Le destinazioni ad alta quota giovano di condizioni meteo favorevoli grazie alla neve caduta copiosa in questi giorni, che contribuisce al prolungamento della stagione, mentre la collocazione anticipata della Pasqua ha limitato la spinta di alcune mete tipicamente legate al turismo primaverile.

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