Il nuoto e gli italiani, Federalberghi: “Promuovere la cultura dell’acqua”

La riduzione del numero degli incidenti passa per l’affermazione di una vera e propria cultura dell’acqua, che significa promuovere l’apprendimento del nuoto fin dall’infanzia e sensibilizzare cittadini, imprenditori e turisti sui comportamenti corretti da adottare.

Questa la convinzione del direttore generale di Federalberghi Alessandro Nucara, che interviene a commento di un’indagine sul rapporto tra gli italiani e l’acqua, presentata in vista della giornata mondiale per la prevenzione degli annegamenti, istituita nel 2021 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

“Per continuare a vivere il mare, i laghi e le piscine come luoghi di benessere e di svago - sottolinea Nucara - è necessario affiancare alla passione per l’acqua una crescente attenzione alla sicurezza. Perché il miglior tuffo è sempre quello che si conclude con un ritorno sereno a riva”.

Troppo pochi gli italiani che sanno nuotare

I dati dell’indagine sono impietosi: solo poco più della metà degli italiani (53,7%) dichiara di nuotare con sicurezza. Il 27,6% ha una competenza limitata, appena sufficiente per stare a galla. E c’è anche una quota consistente (18,7%), che non sa nuotare per nulla.

Insegnare ai bambini a nuotare è la prima forma di prevenzione, ma solo il 13,1% dichiara di aver frequentato un corso, mentre la gran parte di coloro che sanno nuotare ha imparato grazie all’insegnamento di familiari o amici (42,8%) o da autodidatta (40,2%). Infine solo il 3,9% ha imparato a nuotare nell’ambito del sistema di istruzione primaria o secondaria, che non sembra dedicare particolare attenzione al problema.

“Per un Paese con una vocazione balneare così marcata - aggiunge Nucara - il tema della piena alfabetizzazione acquatica dev’essere un obiettivo primario, per la scuola e per la società”. E conclude ricordando che gli esercizi ricettivi dei comuni con vocazione marittima e lacuale accolgono ogni anno circa 192 milioni di pernottamenti, pari a circa il 42% del totale. “Si tratta di una delle grandi ricchezze dell’Italia, che tutti hanno il dovere di preservare, anche promuovendo e tutelando la sicurezza in acqua di residenti e turisti”.

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