L’appello di Debellini, TH:
“Per competere serve
una grande alleanza”

“Le potenzialità di sviluppo in Italia sono ancora enormi, ma per costruire una nuova pagina del turismo dobbiamo unirci con altri imprenditori che abbiano del settore un’idea industriale, non speculativa”. Dal palco dell’Hospitality Forum 2026 di Scenari Immobiliari a Milano il presidente di TH Group Graziano Debellini lancia il suo appello ai player del comparto.

“Solo unendoci possiamo fare il salto dimensionale che ci consentirà di dar vita a un grande operatore italiano in grado di competere con i gruppi internazionali - insiste -. Oggi fondamentale per crescere resta la partnership tra investitori, parte immobiliare e gestori, ma io guardo oltre, a una grande alleanza tra operatori per un progetto di crescita più ampio”.

Lo sviluppo del prodotto, aggiunge, è la chiave di volta del futuro, ma si deve offrire un prodotto completo e di qualità, “e per ottenerla ci vuole qualità del personale e dei manager, legata a sua volta alla stabilità del lavoro. Da questo punto di vista noi, avendo strutture sia in montagna che al mare, diamo stabilità alle 1500 persone che sono la spina dorsale del gruppo”.

La strada da fare, prosegue, è ancora lunga: “Bisogna investire su persone, strumenti, revenue, bisogna investire sulla manutenzione e poi c’è il grosso nodo delle infrastrutture da sciogliere”. E annunciando il nuovo cinque stelle di Venezia, che sarà operativo entro quest’anno, sottolinea la natura del suo gruppo. “Noi siamo e restiamo una realtà gestionale - dice -, finora non abbiamo mai investito dal punto di vista immobiliare. La nostra è una lunga storia di crescita: abbiamo proposto la montagna estiva 50 anni fa, precorrendo i tempi, e abbiamo investito sui giovani, e ora siamo il più importante operatore sull’inverno in tutto l’arco alpino. E stiamo continuando a svilupparci, anche se non potremo farlo all’infinito. La dimensione ideale di una società come la nostra, infatti, secondo me non dovrà superare gli 800-900 milioni di fatturato; oltre questo tetto c’è il rischio di non riuscire a fare al meglio i compiti di gestore: investire nell’innovazione del prodotto, nella cura dell’azienda e nel personale”.

Stefania Galvan

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