“L’hospitality italiana ha un potenziale straordinario, ma restano alcuni nodi strutturali su cui è necessario continuare a lavorare”. In questi termini Marcello Mangia, presidente e ceo di Mangia’s Hotel and Resorts, analizza le questioni ancora irrisolte della nostra ricettività.
“La prima - spiega - riguarda le infrastrutture e l’accessibilità, in particolare in territori come le grandi isole dove il sistema dei trasporti, non solo aeroportuale ma anche stradale, rappresenta un fattore determinante per sostenere la crescita della domanda internazionale”. I miglioramenti sul fronte aeroportuale ci sono stati, con gestori sempre più attenti alle esigenze degli operatori, soprattutto in termini di collegamenti e apertura verso nuovi mercati. Secondo Mangia, però, occorre un rafforzamento più ampio del sistema aeroportuale, ma non solo: “Accanto a questo - aggiunge - è necessario un maggiore investimento nella promozione del territorio a livello istituzionale per stimolare la domanda”.
Domanda resistente
Domanda che comunque, precisa, si mantiene su alti livelli, nonostante la difficile situazione internazionale. “Alcuni mercati - precisa Mangia - hanno un approccio più prudente nel breve periodo, ma il quadro complessivo resta positivo e coerente con la traiettoria di crescita che stiamo osservando”.
Merito, aggiunge, del posizionamento molto forte dell’Italia come destinazione sicura, affidabile e desiderabile. “All’estero - spiega Mangia - il nostro Paese continua a essere associato a un’idea di esperienza completa; cultura, paesaggio, ospitalità, gastronomia e stile di vita”. Una reputazione fortissima, ma che si trova a doversi confrontare con una competizione sempre più agguerrita che, sottolinea Mangia, “richiede strategie più strutturate e continuative. La sicurezza della destinazione, la forza del brand Italia e la qualità diffusa dei territori sono asset straordinari, che però vanno accompagnati da una visione più coordinata”.