Immobili pubblici
riserva strategica
per il turismo

Il patrimonio immobiliare pubblico – oltre 3 milioni di beni censiti dal MEF, di cui gran parte appartiene ai comuni – può essere una risorsa: “Per il settore del turismo, sapere che esiste quasi il 10% di patrimonio attualmente inutilizzato rappresenta una straordinaria riserva strategica di opportunità”. Lo ha detto il ministro del Turismo, Gianmarco Mazzi, intervenendo alla presentazione della Guida agli Enti Locali per la valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico, come riporta AskaNews.

“Parliamo di ex stazioni, edifici storici, vecchie scuole, caserme ed ex strutture pubbliche disseminate nei nostri borghi e nelle aree interne. Se riattivati con intelligenza e restituiti alle comunità a consumo di suolo zero, questi immobili diventano i naturali presìdi del turismo esperienziale, della cultura, dell’enogastronomia e dell’accoglienza di qualità”, ha proseguito il ministro.

La conferma di Confindustria Alberghi

Ha fatto eco alle sue dichiarazioni Elisabetta Fabri, presidente di Confindustria Alberghi: “La valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico inutilizzato rappresenta un'importante opportunità per sostenere nuovi investimenti nel turismo e favorire lo sviluppo dei territori. Condividiamo la visione espressa dal Ministro Mazzi. Per trasformare questa opportunità in progetti concreti e favorire gli investimenti privati, è però fondamentale creare le condizioni necessarie, attraverso procedure amministrative semplici, tempi certi e strumenti che garantiscano la sostenibilità economica degli interventi nel medio e lungo periodo”.

“Le imprese alberghiere possono svolgere un ruolo importante in questo percorso, mettendo a disposizione competenze, capacità progettuali e investimenti per il recupero e la valorizzazione di questi beni, trasformandoli in presìdi di accoglienza di alta qualità, capaci di generare valore per i territori e le comunità locali. La riqualificazione del patrimonio pubblico può diventare così parte di una strategia più ampia di sviluppo delle destinazioni, contribuendo a rafforzarne l'attrattività e a creare nuove opportunità di crescita per l’intera filiera turistica”, ha concluso la presidente.

Un asset per il turismo lento

I dati, ha aggiunto Mazzi, “ci dicono che la direzione intrapresa è quella giusta. Nel primo semestre di quest’anno, i borghi italiani hanno registrato un incremento del 5,3% degli arrivi e del 4,6% delle presenze. Ma il dato ancora più significativo riguarda la spinta straordinaria del turismo lento e sostenibile (slow), cresciuto del 6,6%. Migliaia di camminatori e turisti attraversano ogni anno i 33 mila chilometri dei nostri cammini italiani. Ma per dare continuità a questo flusso occorrono strutture ricettive adeguate, ostelli di sosta, hub informativi, centri per l’artigianato locale e spazi di ristoro, quindi un sistema qualificato. Per sostenere questa crescita, come Ministero del Turismo abbiamo formalizzato uno stanziamento di 320 milioni di euro destinati specificamente ai borghi, alle aree interne e alle isole minori, puntando su sostenibilità e digitalizzazione. Ma le risorse finanziarie, da sole, non bastano se i Sindaci non hanno gli strumenti operativi per pianificare l’intervento sui beni del proprio territorio. Ed è qui che la Guida agli Enti diviene uno strumento decisivo. Attraverso il primo output operativo – il Dossier di indirizzo e prefattibilità strategica -, i Sindaci vengono messi nella condizione di fare ciò che la buona amministrazione richiede da sempre: ‘conoscere per deliberare’. Mappare i beni inattivi, analizzare i reali fabbisogni della comunità, valutare i costi dell’inazione e definire la governance migliore – coinvolgendo i protagonisti dell’economia sociale e i privati attraverso il Partenariato Pubblico-Privato (PPP) – significa dare alle amministrazioni locali le chiavi per diventare protagoniste dello sviluppo turistico ed economico del proprio territorio”.

“Che si tratti di riconvertire un immobile comunale in una struttura di hospitality lungo un cammino, o di creare un centro polifunzionale per giovani ed escursionisti – ha concluso il ministro – la Guida indica il percorso giuridico, finanziario ed edilizio per trasformare un’idea in un cantiere reale e sostenibile nel tempo”.

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