La crisi del Golfo sta cambiando la geografia del turismo incoming. Questa l'istantanea che restituiscono le rilevazioni dell’Ufficio studi di Lybra Destination. L’hub di intelligence turistica di Zucchetti Hospitality conferma la resilienza della destinazione Italia in vista dell'estate, ma mette in evidenza un'evoluzione inedita della domanda e della distribuzione dei flussi lungo lo Stivale.
Dopo un brusco ma prevedibile rallentamento della pianificazione dei viaggi verso la Penisola nella settimana immediatamente successiva allo scoppio delle tensioni, le ricerche per le città d'arte della Penisola sono ripartite rapidamente, ma la composizione della domanda è mutata notevolmente.
A rallentare in modo più marcato sono stati i mercati a lungo raggio, in particolare quelli asiatici, più sensibili al rischio geopolitico e con tempi di pianificazione più lunghi; mentre hanno tenuto Europa e Nord America, dove i viaggiatori attendono qualche giorno prima di decidere, più che cancellare. Questa dinamica ha permesso di compensare il calo dei bacini asiatici e di riequilibrare i flussi.
Ciò si è tradotto, quindi, in un calo della domanda long haul e anticipata, e in un rialzo di una domanda di prossimità e flessibile. Il segnale più chiaro arriva dal traffico aereo: nel confronto anno su anno, i voli registrano un lieve calo complessivo del -1,6%, ma con dinamiche interne divergenti: il segmento low cost cresce del 2,6%, mentre gli hub internazionali cedono il 4,9%.
Cambia la geografia dell'estate
Il fenomeno sta cambiando la geografia dell'estate italiana, con un Centro-Sud in grande spolvero. Roma accelera, registrando un incremento del 15,6%; Palermo cresce ancora del 20,9%, e Napoli segna un +3,1% grazie a una maggiore resilienza e al sostegno di una combinazione di domanda internazionale e domestica.
Rallentano, invece, Venezia (−15%), Milano (−12%) e Firenze (−4,7%) a causa di una maggiore esposizione ai flussi intercontinentali e al turismo business, più sensibile agli shock geopolitici.
Anche la provenienza dei viaggiatori conferma il cambiamento. Tengono i mercati più vicini o con pianificazione anticipata: Canada (+5%), Italia (+3%), Germania (+2%), Regno Unito (+1%). Calano invece Francia (−12%), Spagna (−10%), Stati Uniti (−9%) e Australia (−19%), più esposti alla percezione del rischio e ai tempi decisionali più lunghi.
Si prospetta perciò una summer forte per la Penisola, ma diversa e da leggere secondo paradigmi diversi. “Per interpretare correttamente queste dinamiche, gli operatori distinguono tra ricerche e prenotazioni: le prime indicano l’intenzione futura, le seconde la domanda già consolidata – spiega Fulvio Giannetti, ceo di Lybra Tech –. È qui che si gioca la partita: il calo delle ricerche non significa estate compromessa, bensì che la domanda si forma più tardi. Un turismo quindi più reattivo, non più debole. Il quadro che emerge è quello di un settore capace di assorbire rapidamente gli shock senza perdere solidità. L’impatto della guerra è evidente, ma circoscritto nel tempo. Di conseguenza l’estate non appare a rischio, ma cambia il suo profilo: più prudente, più selettivo, meno prevedibile. Il turismo non si ferma. Si adatta. Ed è proprio in questa capacità di cambiare rapidamente che si misura oggi la sua forza”.