La conta è ancora in corso ma i danni per il ciclone Harry, che ha devastato Calabria, Sicilia e Sardegna, sono già ora stimati in almeno 2 miliardi di euro, di cui oltre un miliardo solo in Sicilia. Per esaminare la situazione il Consiglio dei ministri si riunirà la prossima settimana.
“Proporremo la richiesta della dichiarazione dello stato di emergenza nazionale - ha annunciato - come riportato da Ansa - il ministro della Protezione Civile Nello Musumeci -, insieme alla delibera di una prima risorsa che consentirà agli enti locali di procedere con i primi interventi come il ripristino della viabilità e la rimozione degli ostacoli”.
Un evento disastroso il cui unico risvolto positivo, ha spiegato il capo della Protezione civile Fabio Ciciliano, è stato di non aver causato né morti, né feriti: “Il primo gol che un sistema di protezione civile maturo deve raggiugere - ha ribadito - è la salvaguardia della vita umana, tutto il resto viene dopo. Importante ma viene dopo”. Ora però, ha aggiunto, “è necessario rimettere tutto in piedi subito e risolvere i danneggiamenti perché la stagione estiva è alle porte”.
Per la presidente della Regione Sardegna Alessandra Todde, che con la giunta ha dichiarato lo stato di emergenza, “stiamo parlando di centinaia di milioni per danni infrastrutturali e anche legati ai beni culturali e ambientali: non è una situazione in cui bisogna reagire di pancia, bisogna reagire seriamente”.
In Sicilia il governatore Renato Schifani ha riunito in seduta straordinaria la Giunta, che ha deliberato un primo stanziamento di 70 milioni di euro di fondi regionali. E ha rassicurato gli imprenditori che hanno perso tutto: “Non vi lasceremo soli”.