Mazzi alla Camera.
Dibattito sull’esame
per guide turistiche

Non si placa il dibattito attorno all’esame di abilitazione per guide turistiche, di cui si sono svolti gli scritti lo scorso 5 giugno. Sono 7.844 i candidati risultati idonei ai test e ora si attende la pubblicazione del calendario delle prove orali e tecnico-pratiche, che dovrebbero iniziare entro la fine di giugno. Le associazioni di categoria hanno, a vario titolo, criticato le modalità d’esame, per i contenuti e la roadmap mai condivisa con loro, mentre il 10 giugno il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi si è presentato alla Camera per un’interrogazione sul tema.

Le dichiarazioni di Mazzi alla Camera

“Certificare il maggior numero di professionisti qualificati, tutelare le guide abilitate, contrastare l'abusivismo e offrire ai turisti un servizio all’altezza dello straordinario patrimonio culturale italiano”. Come riporta Ansa, sono queste, ha detto Mazzi durante il question time, le priorità individuate per l'organizzazione e la realizzazione delle prove di esame di abilitazione alla professione di guida turistica.

I test, ha spiegato Mazzi “si svolgono nel rispetto delle normative vigenti, in conformità all'accessibilità, alla congruità dei tempi di preparazione concessi, alla distribuzione territoriale delle sedi, alla chiarezza dei programmi e alla coerenza dei criteri valutativi”.

La riforma dell’esame nel 2023

Mazzi, riporta sempre Ansa, ha ricordato che nel 2023 “è stata profondamente innovata la disciplina di tale professione, che, superando il precedente sistema basato su esami regionali, per la prima volta ha introdotto un sistema statale di abilitazione nazionale”. Soprattutto, “a fronte dei crescenti flussi turistici, gli operatori del settore e le associazioni confederate hanno lamentato una seria carenza di guide turistiche certificate, segnalandola in diversi incontri al Ministero e con molteplici appelli pubblici. In un'intervista a RaiNews, le guide evidenziano che 'la domanda internazionale di turismo esperienziale continua ad aumentare ma la crescita è frenata dalla carenza di guide turistiche abilitate'. Siamo intervenuti sia per trovare una soluzione ad un problema che si trascina da oltre dieci anni, sia per contrastare il dilagante fenomeno dell'esercizio abusivo della professione presso i più importanti luoghi della cultura”.

L’affondo sull’abusivismo

L’abusivismo, ha aggiunto il ministro, “non rappresenta soltanto una forma di concorrenza sleale nei confronti di chi opera nel rispetto delle regole. Può incidere sulla qualità dell'esperienza turistica, sulla trasparenza dei servizi offerti e sulla capacità di raccontare in modo corretto il valore dei nostri territori. A seguito dell'ultimo bando, c'è stato un aumento della percentuale dei partecipanti all'esame in rapporto al numero degli iscritti. Questo testimonia, da un lato, la grande esigenza del comparto e, dall'altro, che i candidati, forti dell'esperienza maturata con il primo test nazionale, sono arrivati maggiormente preparati”.

La replica di Azione

Al ministro ha tuttavia riposto la deputata di Azione, Daniela Ruffino, che ha parlato di “narrazioni improvvisate”. Anche se passati dieci anni dal precedente esame, ha detto, “ciò non autorizza assolutamente il superamento della logica che è stata avviata in questa prova. Direi che si è superato ogni limite di rispetto verso i professionisti che sono stati esclusi, archeologi, storici d'arte, ricercatori. Si scarica sui candidati il peso dei ritardi e delle inefficienze amministrative”.

Infine, riguardo le tempistiche, Ruffino ha ricordato: “Nel gennaio 2025 viene pubblicato il primo bando nazionale, destinato a colmare questa storica carenza di guide specializzate, 30mila iscrizioni. Nel 2026 si è chiuso il bando il 19 maggio. Il giorno successivo è stato pubblicato il programma d'esame. La prova scritta è stata fissata il 5 giugno: 15 giorni. Io non credo assolutamente che questa sia la modalità di gestire un'operazione così delicata per un governo che ha in mente di valorizzare il turismo”.

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