Puglia: pronto il disegno di legge per regolamentare gli affitti brevi

Dopo Toscana ed Emilia Romagna - le cui decisioni sono però state impugnate dal Governo - anche la Puglia introdurrà a breve una norma che limiti il fenomeno degli affitti brevi, limitando il numero degli immobili disponibili per le locazioni turistiche. La giunta regionale, guidata da Antonio Decaro, sta definendo il disegno di legge, dopo aver concluso la fase di consultazione con le parti sociali che porterà alla presentazione formale in Consiglio regionale.

Si tratta di un intervento rilevante, dal momento che la Puglia, dove ci sono 44.883 immobili “attivi” destinati alla locazione turistica registrati nella banca dati regionale, è una delle regioni a più alta concentrazione di immobili di questo tipo.

In base al disegno di legge, come spiega Il Sole 24 Ore, i Comuni a più alta densità turistica e tutti i Comuni capoluogo di provincia potranno, con un proprio regolamento, individuare zone o aree nelle quali “definire criteri e limiti specifici per lo svolgimento delle attività di locazione turistica”. Questi limiti dovranno tenere conto di elementi misurabili, come il rapporto “tra il numero di posti letto nelle unità immobiliari a uso abitativo oggetto di locazione turistica e la popolazione residente”, la capacità ricettiva delle strutture alberghiere ed extralberghiere, le caratteristiche del tessuto urbano, la necessità di tutelare il valore archeologico, storico, artistico e paesaggistico e gli standard qualitativi del servizio di accoglienza.

“Abbiamo deciso di dare la più ampia libertà possibile ai Comuni - spiega Graziamaria Starace, assessora al Turismo della Regione -, in modo che questi possano limitare questo fenomeno sia dal punto di vista quantitativo che perimetrando le aree del loro territorio, stabilendo che in alcune di queste non si possano fare locazioni a breve termine”.

I sindaci potranno, così, limitare lo svolgimento dell’attività di locazione turistica.

Per evitare il rischio di una nuova impugnativa da parte dal Governo la Puglia ha mutuato la norma dalla Toscana. “È passata al vaglio della Corte costituzionale - conclude Starace - ed è una base solida dalla quale partire”. Ora il testo sta per approdare in Consiglio regionale.

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