Il commento del direttore
Remo Vangelista
Per contrastare truffe e irregolarità nel settore degli affitti brevi la Guardia di Finanza, nel suo piano operativo 2026, ha previsto di intensificare l’attività di controllo a partire dal Cin, il codice identificativo nazionale che tutti gli immobili affittati per brevi periodi devono avere, pena multe salatissime, anche fino a 8mila euro.
Anche le banche dati avranno un ruolo fondamentale perché, come spiega Il Sole 24 Ore, dalle attività di analisi dei dati verranno individuati dei target a cui saranno collegati degli indici di rischio.
Rafforzati anche i controlli sui territori, con un’attività di vigilanza che, spiega corriere.it, non è rivolta solo ai locatori, ma investe anche le piattaforme online che fungono da intermediari tra domanda e offerta.
In un’intervista al Sole 24 Ore Matteo Sarzana, country manager per Italia di Airbnb, spiega che da quanto è stato introdotto l’obbligo del Cin circa il 15% degli annunci è stato rimosso dalla piattaforma.
Intanto casi di evasione o truffa emergono in tutta Italia. Da un’indagine è emerso che a Roma, durante il Giubileo, è stata architettata una truffa milionaria, il cui sistema si basava sulla pubblicazione online di annunci relativi ad appartamenti e camere in bed e breakfast inesistenti o non nella disponibilità degli inserzionisti.