Airbnb fa i conti: impatto di 53,2 miliardi di euro sul Pil europeo nel 2025

Nel 2025 Airbnb, fa sapere la piattaforma in una nota alla stampa, ha registrato oltre 114 milioni di arrivi di ospiti in Europa, generando un impatto economico di oltre 53,2 miliardi di euro sul Pil dell'Unione europea e sostenendo più di 904mila posti di lavoro.

Secondo un sondaggio europeo commissionato da Airbnb, l'84% degli italiani ha avvertito la necessità di soluzioni abitative temporanee, una percentuale superiore alla media europea dell'81%. Le principali motivazioni per cui le persone ricorrono agli affitti brevi includono la ricerca di una casa a lungo termine, motivi di studio, lavoro, accesso a cure mediche e formazione professionale. Queste risposte rifletterebbero secondo Airbnb un cambiamento in atto nelle esigenze abitative, dove gli affitti brevi si stanno affermando come una soluzione pratica nella vita quotidiana, che va oltre l’affitto per una vacanza.

“Il dibattito europeo sulla casa ignora un tassello fondamentale: i bisogni di chi non è né turista né residente stabile. Per milioni di persone un alloggio temporaneo non è un lusso, ma una necessità”, ha commentato George Mavros, Head of Government Affairs for the European Union di Airbnb, “gli affitti brevi dovrebbero essere riconosciuti come un'infrastruttura abitativa essenziale, a sostegno dei lavoratori europei, delle famiglie in fase di transizione e di chi è stato costretto a trasferirsi e non ha una casa. Solo attraverso un dialogo tra settori diversi e politiche equilibrate basate sui dati, l'Europa può garantire che le sue città rimangano vivaci, inclusive e accessibili per tutti”.

Il dibattito all’interno del piano casa dell’UE

Secondo la piattaforma di affitti, che inserisce questi dati nel contesto dell’Affordable Housing Action Plan in mano alla Commissione europea, il ruolo delle locazioni brevi in Europa supporta il reddito dei cittadini: “Ospitare su Airbnb rappresenta anche una fonte fondamentale di reddito integrativo per molti cittadini. Secondo un sondaggio tra gli host dell’Unione europea, l’80% affitta una sola casa intera, mentre quasi la metà (47%) afferma che il reddito generato dall’hosting li aiuta a potersi permettere di continuare a vivere nella propria abitazione”.

Dall’altra parte, chiude la nota di Airbnb, l’impatto sul mercato immobiliare rimarrebbe marginale: “Nel 2025, gli annunci su Airbnb di intere abitazioni occupate per 120 notti o più rappresentavano solo lo 0,13% di tutte le unità abitative nell’UE. In tutti i 27 Stati membri, tali annunci costituiscono meno dell’1% dello stock abitativo totale. Anche nelle 10 città più popolose dell’UE, la quota media rimane allo 0,37%, variando dallo 0,09% a Berlino allo 0,65% a Parigi”.

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