Nel 2026 il turismo italiano raggiunge 548,9 milioni di presenze, in crescita del +2,5% rispetto ai 535,5 milioni del 2025. L’aumento è sostenuto soprattutto dalla domanda internazionale. Il valore aggiunto turistico diretto si attesta a 121,9 miliardi di euro, mentre il peso complessivo del turismo sull’economia nazionale raggiunge l’11,3%, considerando anche gli effetti indiretti e indotti.
Sono questi i dati principali del IV Rapporto dell’Osservatorio SRM Intesa Sanpaolo su Turismo, Imprese e Territorio, presentato a TTG Travel Experience con Federalberghi.
Tre sono le leve fondamentali: investimenti, competenze e innovazione. A queste si affianca la necessità di rafforzare la governance delle destinazioni e ampliare le opportunità di sviluppo dei territori.
“Il turismo è al centro di molte strategie di sviluppo dei territori del nostro Paese e rappresenta uno dei motori economici distintivi di molte economie locali - ha ricordato Anna Roscio, executive director sales e marketing Imprese della Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo -. Da tempo accompagniamo le aziende ricettive con iniziative dedicate, credito e consulenza”.
La prospettiva positiva, sottolinea SRM, si inserisce in uno scenario geopolitico ed economico particolarmente complesso. Secondo l’indagine 2026 di UN Tourism tra gli esperti del settore, le prime due criticità per il turismo internazionale sono l’aumento dei costi di trasporto e alloggio (67% vs 40% del 2025) e le conseguenze del conflitto in Medio Oriente (66%). Nonostante queste incertezze, le prospettive di crescita confermano ancora una volta la forte resilienza della domanda turistica.
“Oggi, nell’ambito del TTG di Rimini, siamo forse nel contesto più accreditato per parlare del comparto, ed è qui che abbiamo deciso di creare l’opportunità per presentare la IV edizione del Rapporto SRM Intesa Sanpaolo” conclude Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi.