Tenere in equilibrio “costo e valore”. Tema super-discusso nelle varie tavole rotonde di mercato. Un pensiero che preoccupa anche Stefano Simei, direttore generale di Futura Vacanze. Intervistato nei giorni scorsi da TTG Italia, è stato senza dubbio tra i pochi manager che in trasparenza ha affrontato il tema dei costi che attanaglia il Mare Italia.
La stagione estiva bussa alle porte, i prezzi si mettono in moto e non sarà certo una passeggiata per i tour operator di casa nostra. Simei rispondendo alla nostra testata ha ammesso: “Si vedono già le spinte verso l’alto dei costi energetici e di food. Ora serve controllo dei costi dove possibile chiaramente”.
E con sincerità spiega che “una parte degli aumenti andrà trasferito al consumatore”. Molti girano al largo su questo tema, ma c’è ben poco da fare.
I margini dei tour operator sono sempre risicati e possono fare da cuscinetto per una parte dell’aggravio, ma sul resto degli aumenti rimane solo una strada che porta all’utente finale.
Futura sotto la guida Simei aveva chiuso l’esercizio ‘25 con 108 milioni di euro di fatturato e in fase di budget prospettava il raggiungimento di 126 milioni per l’anno in corso. Poi le note vicende del Golfo hanno fatto saltare il banco di tutti gli operatori ed ora si naviga a vista nella speranza che l’estate salvi una parte dell’anno.
“Credo sia difficile fare il villaggista, devi lavorare e controllare il prodotto a ciclo continuo. È ovvio che su un mercato come questo conviene molto di più se ti occupi di gestione pura, perché i margini di profitto sono più interessanti - ha detto Simei recentemente a TTG Italia - Per l’Italia abbiamo in mente di sviluppare il business montagna, con un progetto di largo respiro”. Sperando che le prossime settimane regalino qualche spiraglio di ripresa nelle vendite in agenzia.