Crisi Italia-Spagna
Le reazioni del
mondo del turismo

Il mondo del turismo mal digerisce gli effetti, reali o potenziali, della crisi diplomatica Italia-Spagna, come tutto ciò che ostacola i flussi di persone, in particolare tra due Paesi che durante la stagione estiva vedono spostamenti intensi di turisti. Dopo le dichiarazioni di Fiavet, che aveva espresso preoccupazione per gli aumentati controlli, dalla sponda iberica si è levata la voce di Gabriel Escarrer, presidente di Meliá Hotels, mentre da quella italiana ha parlato con Repubblica Massimo Caputi, presidente di Federturismo.

La posizione del presidente di Meliá

Il presidente di Meliá Hotels, come racconta preferente.com, ha pubblicato domenica sui social un messaggio senza mezzi termini, sottolineando l’impatto che avrà la misura introdotta dall’esecutivo di Pedro Sánchez nei confronti dell’Italia, che è il quarto Paese di provenienza dei turisti in Spagna, secondo i dati di Turespaña.

“Il responsabile della più grande catena alberghiera spagnola, l’unico tra i grandi operatori a esporsi, mette in evidenza ciò che pensa l’intero settore turistico, ma che nessuno osa dire: che l’esecutivo eccede nei confronti di un Paese fratello come l’Italia per frizioni ideologiche minori”, continua il giornale spagnolo. Il riferimento è in particolare per Cataglona, Andalusia e Baleari, molto amate dagli italiani.

L’intervista a Massimo Caputi

Con Repubblica Caputi esordisce ribadendo un concetto ormai noto e sempre dannoso: “Nel turismo la percezione conta quasi come il rischio reale”. Se le tensioni dovessero proseguire, i viaggiatori italiani potrebbero addirittura scegliere altre mete, ma per ora “non vediamo fenomeni generalizzati di cancellazione o rinuncia ai viaggi verso la Spagna”.

Il presidente di Federturismo chiede di evitare allarmismi e prosegue con cautela nell’intervista: “La Spagna è molto attrattiva per gli italiani, così come l’Italia per i turisti spagnoli, e sarebbe prematuro ipotizzare uno spostamento significativo dei flussi. Se le difficoltà dovessero protrarsi, una parte della domanda potrebbe orientarsi verso altre destinazioni del Mediterraneo, o scegliere l’Italia”.

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