La guerra in Medio Oriente sta sconvolgendo la mappa del turismo globale. Non si tratta di un trend passeggero, bensì dell'avvio di un cambiamento nel panorama che, a seguito delle crisi internazionali, sta accelerando e consolidando l'Africa come nuovo protagonista del settore turistico.
Il continente africano è infatti una delle regioni a più rapida crescita al mondo, con oltre 80 milioni di visitatori nel 2025, +8% secondo i dati delle Nazioni Unite, e +5% di spesa turistica secondo il Wttc. L'estate 2026 conferma questa tendenza, con un +4% nei flussi internazionali. Mete come il Sudafrica registrano addirittura un +12,3% di arrivi nel semestre, avendo accolto oltre 5 milioni visitatori stranieri (dati dell'Ente del turismo). La crescita è stata trainata dagli arrivi dal resto del continente, saliti del 14,3%, mentre i flussi d’oltremare sono aumentati del 5,6%.
Ma l’Africa vede tornare a crescere anche l'interesse per i safari nell'Africa australe, o i pacchetti mare verso Kenya, Zanzibar e Namibia. Paesi come la Nigeria e il Burkina Faso, lontani da un concetto di turismo organizzato, registrano arrivi vicini al +700%.
Le destinazioni in crisi
Se l'Africa gode dei riflessi benefici di questa instabilità geopolitica, in parte dell'Asia e in Medio Oriente, l’estate 2026 è da dimenticare. Tra le destinazioni che registrano crolli verticali spiccano Israele (-94%), Kuwait (-93%) e Bahrein (-89%), mentre Paesi come le Filippine (-23%) e l’Indonesia (-20%), risentono delle complessità nei collegamenti aerei. Anche l'Asia Orientale soffre, ma in percentuali minori, a causa soprattutto del caro biglietti e dell'allungamento della durata dei voli, per le tensioni in Russia.
Chi segna una stagione in positivo
Lontana dai venti di guerra, invece, l’America del Sud questa estate registra una crescita anche nelle intenzioni di viaggio internazionali, con un +0,72% sul 2025 (stando ai numeri forniti dall’azienda fiorentina The data appeal company / Almaviva). Mete come il Brasile crescono nelle propensioni del 42% (secondo Embratur il paese è passato da 6,3 a 9,3 milioni di visitatori), ma anche Porto Rico, Aruba e Guatemala registrano incrementi del 7%. Nel nord del continente americano gli Stati Uniti e il Canada marciano con crescite positive ma ridotte, e sembrano capitalizzare poco i mondiali di calcio Fifa appena trascorsi.
Infine, il fronte della vecchia e cara Europa, che in parte sta già beneficiando dei venti internazionali di crisi. L'area del Sud, che comprende Spagna, Francia, Italia e Grecia, dovrebbe infatti intercettare l'11% della domanda globale di turismo. L’istituto iberico di statistica ha già annunciato che nel primo semestre del 2026 il Paese ha accolto 46 milioni 560 mila visitatori stranieri, il 4,6% in più, mentre la spesa turistica ha raggiunto il massimo storico di 63,84 miliardi di euro, in aumento del 7%.