Una spesa previdenziale in crescita, l’overturism e un bilancio pubblico sempre più in rosso stanno spingendo il governo giapponese verso l’aumento delle tasse sul turismo.
La notizia viene riportata da travelmole.com che, riprendendo Kyodo News, parla di aumenti, a partire dal 2026, compresi tra il 500% e il 900%.
La prima modifica riguarda il costo per cambiare lo status del visto o per procedere alla sua riemissione, richiesta che passerà dagli attuali 6mila yen a 40mila (circa 250 dollari). L’aumento più consistente riguarderà tuttavia le richieste di residenza permanente.
La tariffa attuale di 10mila yen salirà a 100mila, circa 600 dollari.
La tassa di partenza
L’attuazione delle nuove tariffe è programmata per il periodo compreso tra aprile 2026 e marzo 2027, ma il Giappone sta valutando anche modifiche alla tassa di partenza, che impatterebbe su tutti i viaggiatori.
Introdotta nel 2019, questa tassa è attualmente fissata a 1.000 yen per persona ed è inclusa nel prezzo dei biglietti aerei o navali. Le autorità stanno valutando la possibilità di triplicarla, portandola a circa 20 dollari.
Possibile anche l’introduzione di una tassa di soggiorno nazionale sul modello di quanto già fatto a Kyoto. Infine, per il 2028, è prevista l’introduzione del sistema Jesta (Japan Electronic System for Travel Authorisation). Questo nuovo dispositivo di controllo elettronico sarà destinato ai cittadini dei paesi attualmente esenti dall’obbligo di visto per soggiorni di breve durata e potrebbe avere un costo di circa 40 dollari.