Sono iniziate fin da subito, e si teme proseguiranno ancora, le richieste di cancellazione e di modifica degli itinerari di viaggio per i prossimi mesi. E un 2026 iniziato con il vento in poppa per alcune destinazioni rischia di trasformarsi in un anno in cui le vacanze cambieranno volto.
Lo dice Mabrian, che ha analizzato il comportamento e il sentiment dei viaggiatori di Regno Unito, Germania, Francia, Italia e Stati Uniti: i risultati non sono inaspettati, ma colpiscono per la velocità con la quale si stanno componendo nuovi scenari.
Il conflitto in Medio Oriente ha, infatti, violentemente danneggiato la percezione di sicurezza non solo delle destinazioni del Golfo coinvolte direttamente nell’attacco, Oman, Bahrein, Qatar, Emirati Arabi Uniti, ma anche per quelle vicine, come Egitto, Giordania e Turchia, per una sorta di ‘effetto contagio’. E questo ha comportato, quasi nell’immediato, all’emergere di interesse per mete alternative.
I sostituti
Immediatamente dopo l’esplodere del conflitto, e con il crollo della percezione di sicurezza, sono emerse nell’indagine Mabrian una serie di tendenze verso destinazioni alternative a quelle del Golfo e dei Paesi vicini, con tre possibili scenari.
Il primo indica una crescente propensione a rimanere più vicini a casa. Questa tendenza è particolarmente evidente tra i viaggiatori tedeschi, che danno priorità a destinazioni come Marocco e Grecia, insieme agli italiani, il cui interesse si sta spostando verso Croazia, Repubblica Ceca, Norvegia e Spagna. I viaggiatori britannici mostrano un andamento simile, con Malta, Marocco e Montenegro che stanno guadagnando importanza come opzioni alternative.
Un secondo scenario evidenzia la continua forza della domanda per l'Asia, sostenuta in gran parte dalla connettività aerea diretta. L'interesse rimane particolarmente forte per destinazioni come Giappone, Thailandia, Vietnam, Cambogia e Filippine. La concretizzazione di questa domanda, tuttavia, dipenderà in larga misura dalla misura in cui le tariffe aeree su queste rotte dirette rimarranno competitive e attraenti.
Infine, diverse destinazioni a lungo raggio stanno emergendo come potenziali sostituti. Tra i viaggiatori britannici, Sudafrica e Maldive stanno guadagnando terreno, mentre le destinazioni latinoamericane stanno attirando l'attenzione di viaggiatori francesi, italiani, tedeschi e statunitensi. In particolare, Perù e Brasile si stanno profilando come alternative ambite, da “inserire nella lista dei desideri”.
Il caso Egitto
Quello dell’Egitto rischia di diventare un tema forte del 2026. Nella domanda europea, il Paese continua infatti a mantenere il suo appeal tra i viaggiatori tedeschi, italiani e francesi; tuttavia, questa domanda rimane fortemente esposta agli sviluppi del conflitto in Medio Oriente, con una volatilità che potrebbe creare più di un problema.
“Da una prospettiva di gestione delle destinazioni a lungo termine, ripristinare la fiducia diventerà una priorità strategica immediata una volta placato il conflitto, soprattutto perché la domanda di viaggi internazionali sta già mostrando i primi segnali di diversione” dice Carlos Cendra, direttore marketing e comunicazione di Mabrian.