Nell’era delle ‘policrisi’ la resilienza, la diversificazione dei corridoi e la digitalizzazione devono diventare elementi centrali delle strategie di crescita delle imprese del settore viaggi e turismo. Lo dice Euromonitor nella sua analisi ‘When Disruption Becomes the Baseline: Rethinking Travel for a Polycrisis World’ che conferma, in sostanza, quanto raccontato da Michele Serra al direttore di TTG Italia Remo Vangelista.
Le sfide geopolitiche stanno diventando sempre più dirompenti per le attività di viaggio, dice Euromonitor: non si tratta di incidenti isolati, ma, di fatto, di un nuovo scenario operativo in cui gli shock macroeconomici – geopolitici, socioeconomici e climatici – sono sempre più frequenti e tendono a propagarsi a cascata nei sistemi globali. La guerra tra Stati Uniti/Israele e Iran e i suoi effetti sui Paesi del Golfo sono un esempio chiaro di questo rischio dirompente.
I nuovi corridoi
L'estesa chiusura dello spazio aereo in Medio Oriente ha messo in luce la fragilità delle reti aeree globali. Nell'era della policrisi, le complessità geopolitiche modificano radicalmente le strutture dei costi e le decisioni relative alla capacità. Le zone di divieto di volo sulla Russia, ad esempio, hanno aumentato i tempi di volo fino al 40% su alcune rotte dall'Europa all'Asia. Se le rotte intercontinentali sono sempre più esposte, le destinazioni stanno scoprendo che i viaggi intraregionali possono essere un fattore di stabilizzazione e un importante motore di crescita per la spesa turistica. Durante una policrisi, i viaggiatori sono più propensi a scegliere viaggi più vicini, più facili da realizzare, con un ritorno sull'investimento più chiaro e meno punti critici rispetto ai viaggi intercontinentali.
Le compagnie aeree low-cost e le prenotazioni tramite dispositivi mobili hanno accelerato questo cambiamento, creando collegamenti diretti tra città più piccole e bypassando i tradizionali modelli hub-and-spoke. Il risultato non è semplicemente un turismo più economico, ma anche un ecosistema più resiliente. Se da un lato la policrisi crea sfide che sconvolgono i flussi turistici e i modelli di business tradizionali, dall'altro catalizza l'innovazione e l'adattamento.
Rendersi visibili
Euromonitor allora, ammonisce i player del comparto: è necessario rendere le capacità di controllo delle situazioni visibili ai consumatori. “In una policrisi – dice l’analisi -, la resilienza ha valore solo nella misura in cui il viaggiatore riesce a percepirla. In caso di sconvolgimenti di massa, il primo fallimento è spesso legato all'informazione: opzioni poco chiare, responsabilità frammentate e passaggi lenti tra compagnie aeree, intermediari, hotel e trasporti terrestri. Il presupposto di base è che l'incertezza sia strutturale, non ciclica, e che l'esperienza del cliente non possa più essere un insieme disomogeneo di punti di contatto scollegati”.
In quest’ottica, allora, i vincitori saranno coloro che sapranno offrire insieme sicurezza e significato. Difenderanno il valore non inseguendo la tariffa più economica, ma costruendo percorsi che abbiano uno scopo anche nei periodi di incertezza e che siano affidabili quando il sistema non lo è.