Non solo avvistamenti di animali, ma attenzione al paesaggio, alla competenza delle guide, alla riservatezza delle strutture e al tempo da dedicare a ogni luogo. Sono queste le richieste dei clienti in safari secondo creo travel.
“Nella nostra programmazione il safari non è una formula standard, ma un’esperienza da costruire in base agli interessi e al modo di viaggiare del cliente – spiega Laura Calavalle, marketing e comunicazione del t.o. -. Ogni destinazione offre una prospettiva diversa, da sviluppare con proposte su misura che combinano riserve iconiche e aree meno conosciute, lodge di piccole dimensioni, campi tendati di livello elevato ed esperienze selezionate per il loro valore naturalistico”.
Il Kruger rimane una delle mete più desiderate dai first timer, “scelto per l’elevato livello dei servizi e per la possibilità di integrare il safari in un viaggio più articolato in Sudafrica, in dialogo con Cape Town e le Winelands”, in Botswana è l’acqua a scandire le giornate e la Namibia conquista con i deserti, gli spazi sconfinati e reportage fotografici di paesaggi in continua evoluzione.
Chi cerca il lusso guarda a lodge raccolti e sistemazioni d’impatto come il Kruger Shalati, ricavato su un treno sospeso sullo storico ponte Selati, e a combinazioni di safari terrestri e navigazioni nel Delta dell’Okavango in Botswana, lungo il Chobe o i corsi d’acqua della Namibia nord-orientale. Benessere, safari fluviale e conoscenza della natura diventano così componenti diverse di un’unica esperienza, più personale e consapevole.