Dall’acquisizione di Cts
alla crisi del Golfo:
il mercato visto da Curzi

Si parte dallo scenario maldestro per arrivare al romanticismo. Danilo Curzi non si smentisce e atterra a Milano per parlare di Cts, crisi del Golfo e compagnie aeree che deludono.

Uno spaccato di mercato onesto dove ammette il calo pesantissimo per le Maldive e le difficoltà americane. In mezzo tengono bene Cina e Giappone.

Partiamo dall’acquisto di Cts, scelta nostalgica o progetto di ampio respiro? “Entrambe le cose lo ammetto. In qualche caso ho un approccio romantico al business. Se lo vediamo in questo scenario maldestro di mercato questa acquisizione appare anacronistica. Una parte di noi ha lavorato in Cts, io per primo. Ho iniziato in quell’azienda nel 1984. Allora era avanti anni luce rispetto a una certa fascia di mercato, con una presa incredibile tra i giovani. Furono i primi a sperimentare la vendita b2c esempio. Non era turismo improvvisato, ma geniale. E per questo ho acquistato il marchio, per metterlo in sicurezza. E’ un patrimonio”.

Una valutazione attenta

Rimane da capire dove e come intende utilizzare questo brand, ma al momento era importante metterlo in cassaforte. Lo si capisce quando il ceo di Idee per Viaggiare ammette: “Un tempo dominava su una nicchia importante. Invece oggi bisogna valutare con attenzione come riposizionarlo magari guardando ai viaggi di gruppo. Ma è presto”.

Senza mezzi termini Curzi dice che “non vi è alcuna intenzione di fare una replica di WeRoad o SiVola perché servono soluzioni innovative e noi abbiamo tanti giovani di valore in azienda che ci aiuteranno nelle scelte future”.

“Guardi che Cts crollò quando non riuscì ad adeguarsi all’evoluzione della biglietteria aerea e per questo bisogna fare una valutazione attenta. Soprattutto in questa fase di mercato dove stiamo tutti soffrendo per la crisi del Golfo”.

Il nodo delle tariffe

E da questa affermazione si aprono scenari e racconti sui costi del biglietti aerei saliti alle stelle: “In alcune giornate penso che alcune linee aeree stiano approfittando di questa situazione di mercato perché raddoppiare il costo del biglietto su alcune tratte non è accettabile. Oggi per volare verso la Repubblica Dominicana si pagano anche 2.500 euro, una cifra fuori controllo direi. La situazione globale di Ipv vede invece un calo delle vendite tra il 30 e il 35% con le Maldive in crisi seria (-80%), ma anche gli Usa sono in fase di piena criticità. In queste settimane spingiamo l’area vendite su mete caribiche oltre a Cina e Giappone che performano bene. La nostra è un’azienda sana che ci ha visto crescere a livello reddituale con un ticket medio di 3.800 euro, dato che ci colloca in una fascia medio alta. Appena il mondo tornerà ad essere poco più tranquillo assisteremo a una crescita della domanda molto forte e noi tour operator saremo i maggiori beneficiari”.

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