Il futuro sarà dei piccoli hotel. Porta acqua al suo mulino, ma non solo Richard Hyde, coo di Small Luxury Hotels of the World, che in questa chiacchierata con TTG prova a guardare al futuro dell’hotellerie indipendente. “Io credo davvero, al di là del network che rappresento, che i piccoli hotel siano quelli che hanno migliori prospettive – dice -. Oggi, il driver principale di una vacanza, accanto al relax, è quello delle human connections, e gli hotel di dimensioni contenute, quelli con un proprietario presente e appassionato, sono quelli che garantiscono esperienze più autentiche”.
Perché spesso, ci dice Hyde, i piccoli hotel sono frutto della passione di chi, fino a poco tempo prima, si occupava di tutt’altro: “Non è raro che i proprietari arrivino dalla moda, o da altri settori, e che aprano un boutique hotel per pura passione, per esprimere il loro modo di accogliere gli ospiti. E questo fa davvero la differenza”.
La crescita dei boutique hotel nel mondo è esponenziale, e non risponde neppure del tutto alla domanda. “Ad oggi abbiamo oltre 700 associati in 100 Paesi del mondo, e prevediamo nel 2026 di crescere di altre 65 unità”. La crescita guarda a Nord, e sarà un trend permanente: “Aumentano le richieste per il Nord, i Paesi scandinavi: la fuga dal caldo attrae i turisti, e nel Nord Europa troviamo molte nuove opportunità. Per quanto riguarda l’overseas, i Paesi a maggiore sviluppo per noi sono la Cina e l’India”. L’Italia la fa da padrone nel mondo SLH, con 97 proprietà su 397 complessive in Europa. E sono previsti ulteriori ingressi nel corso del 2026.
“Per entrare nel mondo SLH è necessario essere, ovviamente, piccoli. Abbiamo una media di 48 camere ad hotel, ma possiamo avere anche strutture di una sola camera, purché di lusso. Soprattutto – spiega Hyde – quello che chiediamo ad un hotel Small Lauxury è che abbia un forte ‘sense of place’”.
Ad oggi, la situazione internazionale non impensierisce più di tanto: “Certo, vediamo uno spostamento dei flussi – dice il coo -. Ma in Europa abbiamo un +28% di prenotazioni, e un vero boom per i Caraibi e il Messico”.