Come si fa a spiegare quanto vale una finestra panoramica vista oceano? È un cercatore di parole Achille Staiano oltre a essere chief commercial officer di Explora Journeys, di certo un buon affabulatore e un uomo di mare. Lo si capisce mentre presenta le navi e i prossimi itinerari al parterre di distributori che il brand ha riunito a Milano per una sera. Già, perché il suo cruccio è spiegare, raccontare, passare il messaggio: Explora non è come i suoi concorrenti.
Il valore delle partnership
“Per noi lavorare insieme significa saper dare e costruire i giusti equilibri”, continua Staiano rivolto al tavolo dei presenti, “viviamo di partnership solide. Sono qui per capire insieme a voi come possiamo migliorare”. La ricerca è di potenziare i canali distributivi, anche oltre i tradizionali “perché non vogliamo essere come gli altri”. Altro mantra per i convitati, l’idea di Staiano della fiducia e del successo condiviso con i propri partner: “Non importa quanto la tecnologia cambierà il nostro lavoro, le alleanze saranno sempre cruciali per noi”.
Probabilmente non pensa solo ai presenti mentre parla, ma anche alle relazioni che il brand ha saputo costruire, creando valore condiviso, con Jannik Sinner (con cui ha lanciato il programma benessere), con l’archistar Patricia Urquiola (designer di una owner’s residence), con la Formula 1 (con la quale hanno un accordo esclusivo per il GP di Monaco).
Staiano è di stanza a Ginevra, oltre un trentennio nel Gruppo Msc, prima cargo, poi crociere e ora lusso, ma la sua presenza a Milano a questo tavolo significa anche un’altra cosa: “C’è del margine da prendersi sul mercato italiano, ne sono convinto”, continua, “vogliamo andare a scovare quelle nicchie a cui non siamo abituati a parlare, capire come intercettarli e quale linguaggio usare con loro”.
A quale segmento puntare
“Abbiamo un buon volume di americani, a seguire tedeschi, inglesi e australiani e poi un mix europeo che include gli italiani. Sappiamo che alcuni sono più abituati a un certo tipo di viaggio, penso al giro del mondo che ha appena aperto le vendite, ma sono certo ci sia del potenziale sull’Italia”, chiosa Staiano, “non vogliamo dipendere da poche nazionalità, per cui tra le nostre priorità c’è l’apertura verso i mercati globali”.
Il cruccio della differenziazione del brand parte già dal nome: è stato scelto Journey per evitare il termine cruise/crociera. “In inglese ‘journey’ include l’idea di esplorazione, avventura, istinto, desiderio, sogno”, prosegue con il vocabolario ricercato, “cerchiamo quelli che si chiamano ‘discerning travelers’, chi ha la curiosità del viaggio, parte e vuole tornare diverso”.
Ma anche il segmento dei “new to cruises”, continua Staiano, “chi di norma sceglie i resort e non ha mai voluto andare in crociera. Noi siamo un hotel con indirizzo oceano e cerchiamo di trasmettere la nostra passione per il mare a chi ci sceglie. È il cuore del nostro motto ‘Ocean State of Mind’ ”.
Un’altra particolarità di Explora è la scelta di rivolgersi anche alle famiglie, proporre “viaggi multigenerazionali”, infatti a bordo viene offerto anche intrattenimento e servizi per bambini.
L’ossessione per ciò che non si vede
“Oltre alle peculiarità di lavorare nel segmento lusso, la crociera di per sé è un prodotto complesso da raccontare, composto da mille sfaccettature. Credo che la comunicazione sia fondamentale, non basta una brochure o una pagina web che descriva la nave”, sottolinea Staiano.
“Il valore del non avere orari”, è la prima risposta quando chiediamo a Staiano di spiegare le caratteristiche di un viaggio Explora Journeys, “la flessibilità dei ristoranti a bordo o delle attività, che non ti costringono dentro orari predefiniti. L’arrivo nei porti non è tendenzialmente mai programmato alla mattina presto e non quando sono presenti grandi navi, per evitare il sovraffollamento”.
Ma anche la cura di costruire percorsi con località non scontate, con itinerari short combinabili e la progettazione ‘one way’ per non ripetere le tappe.
Lo spazio è la seconda risposta di Staiano, “la ratio tra passeggeri e spazio a bordo è tra le migliori della nostra categoria. Le suite partono dai 35 mq fino ai 280 mq, tutte con vista mare”. Ma anche il rapporto con il personale di bordo, di uno a uno con i passeggeri, fa sì che si abbia la cura di un concierge che impara conoscerti durante il viaggio. E si ricorda delle tue abitudini, finanche al viaggio successivo. “Testiamo le navi a massima capienza per verificare che non si creino code o aree di caos”, specifica Staiano mentre sottolinea anche come l’armatore Aponte sia coinvolto in prima persona nell’ideazione delle stesse navi.
E con la Explora III pronta al suo debutto nel Mediterraneo a luglio, Explora Journeys è impegnata a tradurre in realtà uno dei motti più famosi del travel: il viaggio non riguarda mai solo la meta prescelta, ma il percorso che si compie.