- 27/03/2026 12:30
Rebasti, Volotea:“Un’estate europeache fa ben sperare”
Nessuna nube in vista sull’estate italiana di Volotea. Dopo l’annuncio delle due new entry nel network italiano (Fiumicino-Limoges e Venezia-Murcia), Valeria Rebasti, international market director, resta fiduciosa nonostante le incertezze internazionali: “Abbiamo in offerta tanta Grecia, una Francia sempre più forte e i collegamenti verso le isole italiane molto apprezzati”, racconta in un’intervista con TTG Italia. Il tema carburante è sul tavolo, come per tutti i vettori, “una montagna russa”, ammette Rebasti, “tutto quello che noi possiamo fare su questo fronte è essere trasparenti e tempestivi nelle comunicazioni con i partner su qualsiasi variazione”.
Da sempre Volotea ha scelto di collaborare con la distribuzione, spiega Rebasti, entrando da subito nei sistemi gds di prenotazione delle agenzie di viaggio, anche con canali di supporto dedicati e con vantaggi riservati alle agenzie. Memore degli inizi nel 2012, quando “le porte non si aprivano facilmente”, ricorda Rebasti, professionista veterana del comparto low cost, oggi il risultato è che “il 30% delle nostre vendite è intermediato e la fiducia nei confronti di Volotea è solida da parte di agenzie e tour operator”.
Una mappa europea in crescita
Una mappa di 21 basi europee, 45 aeromobili Airbus 319 e 320 e 80 milioni di passeggeri trasportati da oltre 100 aeroporti nell’ultimo decennio, Volotea ha di recente annunciato anche di aver finalizzato un aumento di capitale a 71 milioni di euro. “Spagna, Italia e Francia sono tradizionalmente i nostri mercati forti. L’investimento recente sulla Francia, dove siamo arrivati a 13 basi operative, l’ultima a Limoges, è dovuto alla vincita di alcuni oneri di servizio pubblico che erano rimasti scoperti. Da lì è stato poi deciso di inserire ulteriori rotte oltre a quelle vinte”, spiega Rebasti.
In Italia sono a quota 23 aeroporti e 7 basi operative e la strategia di offerta rimane al momento quella di collegare un aeroporto minore a uno maggiore, spiega Rebasti, “siamo sempre in ascolto del mercato italiano, sia per soddisfare richieste di scali italiani che desiderano collegarsi all’estero, sia per scali stranieri che desiderano invece collegarsi all’Italia in via diretta, senza tralasciare l’importanza dei collegamenti domestici nella Penisola”. Più del 60% delle rotte dirette di Volotea, infatti, mette in comunicazione città precedentemente non collegate.
Mentre alle origini Volotea non prediligeva aeroporti maggiori, oggi le cose sono cambiate, continua Rebasti: “Non possiamo di certo più considerarci una compagnia piccola, ma siamo certamente più flessibili e snelli come struttura rispetto ai big player. Io stessa ho un filo diretto con l’amministratore delegato (ceo e fondatore Carlos Muñoz, ndr), e questo rende il processo decisionale sicuramente più veloce. Anche rispetto all’ipotesi di nuove rotte da inserire nel planning”. Un modello che, in tempi di incertezza, si dimostra vincente.