• 12/06/2026 09:02

“Il turismo è un’industria”Le promesse del ministro

Il ministro Gianmarco Mazzi all’assemblea di Federturismo Confindustria

“Sono convinto che il turismo sia un’industria tanto che il 27 settembre faremo un’iniziativa dove tutti avranno a disposizione 3 minuti per dire perché il turismo è un’industria. E questa diventerà la mia bibbia”. È questo uno degli impegni che il ministro del Turismo, Gianmarco Mazzi, ha preso davanti alla platea di industriali riunita da Federturismo Confindustria nel corso della sua assemblea annuale.

Un impegno che ricalca il programma per il futuro del comparto tracciato dal palco dal neo presidente della federazione, Massimo Caputi. “Dobbiamo fare un salto culturale enorme – ha dichiarato -. Dobbiamo concepire il turismo non più come un servizio da organizzare, ma come un'industria da governare”. Trasformare la filiera in settore industriale è, quindi, l’obiettivo che Federturismo ha fissato per il prossimo futuro.

Un turismo che sia stellare, sostenibile, capace di creare sviluppo e occupazione stabile. Sono queste le 4 parole chiave contenute nell’Agenda 2030 di Federturismo, un percorso che necessita di una strategia nazionale che coinvolga soggetti trasversali: per questo la nuova dirigenza non lascia spazio all’interpretazione e detta chiaramente l’agenda al Governo. “Non abbiamo molto tempo – ha esordito Caputi -, c’è bisogno di un patto di fine legislatura e noi di Federturismo faremo la nostra parte”.

Per gli industriali sono 4 gli obiettivi da portare a casa prima della scadenza del mandato del governo Meloni. Al primo posto c’è la richiesta di un decreto semplificazione: “Abbiamo troppi vincoli e troppi lacci che vanno eliminati – ha aggiunto -. Entro fine mese faremo al ministro una proposta, che sarà a costo zero per lo Stato”.

Al secondo punto Federturismo mette i contratti di filiera: “Questi ci farebbero fare un grosso passo avanti verso la trasformazione del settore in industria. I soldi ci sono, la legge anche, manca solo il decreto attuativo e possiamo farlo entro l’anno”.

Altro elemento che sta a cuore è quello delle aggregazioni: “Non è possibile che una potenza turistica come l’Italia abbia un sistema alberghiero che per l’80% è ancora in mano a singole famiglie. Dobbiamo creare dei gruppi capaci di competere con quelli spagnoli o francesi, e che siano simbolo di italianità nel mondo”.

Infine, il presidente Caputi ha ricordato ai ministri presenti le promesse fatte: “Dobbiamo dare seguito allo stanziamento dei finanziamenti già annunciati. Rinvii o rimodulazioni non sono più tollerabili”. E Mazzi ha risposto con la promessa dello sblocco della seconda tranche dei fondi per le staff house, altri 120 milioni di euro entro l’anno nell’ambito dell'Accordo di coesione e l’impegno di provare a fare in modo che l’Unione Europea stanzi una linea di fondi fissi in bilancio dedicati al turismo.

È una sfida a 360 gradi, quindi, quella che il mondo del turismo lancia al Paese: “Se sapremo lavorare tutti insieme, in questa direzione, nei prossimi 10 anni potremo trasformare il turismo in uno dei veri pilastri della nostra economia – ha concluso Caputi -, e forse nel prossimo governo non avremo più un ministero del Turismo, ma un ministero dell’industria turistica”.

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